Sicurezza
Sarri fa riposare Ronaldo e ha paura del caldo di Lecce
L’effetto temperatura allo stadio di via del Mare potrebbe sfavorire i bianconeri Conte in casa con il Parma deve fare i conti con l’infermeria affollata
TORINO. Riprende la sfida a distanza tra Juventus e Inter, entrambe in campo oggi con una clamorosa sorpresa.
«Non siamo tantissimi, ma qualcosa sarà sicuramente da cambiare»: reduce dalla Champions, Maurizio Sarri fa turnover per la trasferta col Lecce, partita facile soltanto sulla carta per il tecnico bianconero, che lascia a riposo Cristiano Ronaldo e coccola Paulo Dybala. «Può segnare o no, ma che il suo contributo alla squadra sarebbe stato di livello non avevo dubbi», sono le parole dell'allenatore alla vigilia dell'impegno in campionato.
I bianconeri tornano a giocare alle 15, come in occasione del pareggio con la Fiorentina, anche in quel caso in trasferta, e Sarri mette in guardia sulle difficoltà della partita. «Il Lecce è una squadra propositiva, che non smette di giocare il proprio calcio anche nei momenti di difficoltà e spesso riesce a mettere in difficoltà l'avversario - osserva -. Non è una partita semplice, c'è un paio di componenti pericolose su cui dobbiamo fare attenzione». Tra i pericoli la temperatura. Dopo una settimana torinese più che autunnale, tra allenamenti sotto la pioggia, umidità e temperature in linea con la stagione, in Puglia i bianconeri ritroveranno l'estate. Sono trenta i gradi previsti alle 15 di domani.
«La temperatura elevata va evidentemente a incidere sui ritmi - dice Sarri al riguardo - A Firenze abbiamo sofferto la stessa situazione, ma il calendario è questo e dobbiamo essere bravi a sopperire alle situazioni».
Si spiega anche per questo motivo il turno di riposo per CR7. Con i salentini, privi dello squalificato Liverani in panchina, Dybala partirà dall'inizio al fianco del connazionale Higuain, con Bernardeschi nel ruolo di trequartista.
Sull’altro fronte Antonio Conte cerca di mantenere la serenità che si respira ad Appiano Gentile, e dribbla qualunque commento riguardo la 'frecciata' di Andrea Agnelli sui mesi di squalifica nel 2012. La Juventus viene ridotta a «squadra che ci sta davanti», l'allenatore non la cita mai esplicitamente mentre risponde ad una domanda sul distacco dai bianconeri e sulle parole del presidente juventino: «Abbiamo iniziato un nostro percorso e dobbiamo essere bravi a guardare noi stessi e non agli altri. Se poi dobbiamo proprio farlo, è giusto guardare a chi ci sta davanti. Ma siamo orgogliosi di essere così vicini a chi ci precede».
Conte evita di rispondere ad Agnelli e chiude il discorso sul nascere. Vuole solo concentrarsi sull'Inter, sempre più simile al suo stesso allenatore. «Se è già la mia Inter? Penso che un'idea - risponde alla vigilia della partita con il Parma - si possa intravedere anche dalle prime battute, non occorrono mesi. Se esiste un'idea si vede subito, poi in futuro si può veder meglio o peggio. Se c'è un rammarico è quello di non poter lavorare tanto visto che si gioca spesso. Ci vorrebbe più tempo ma sono contento comunque».
Tempo che all'Inter servirebbe soprattutto per svuotare un po’ l'infermeria sempre più affollata. Contro il Parma, e forse anche contro il Bologna martedì, non sarà convocato Matteo Sensi ancora non al meglio. Non disponibili neppure D'Ambrosio e, ovviamente, Sanchez. —
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