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dopo il celtic 

La Lazio invoca tolleranza zero «E ora basta provocazioni»

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ROMA. Saluti fascisti e canti inneggianti i 'ragazzi di Buda' da parte di un gruppo di laziali fuori dallo stadio, poi all'interno del Celtic Park le provocazioni dei tifosi scozzesi con striscioni e parolacce in italiano contro la Lazio e una stella a cinque punte firmata 'Brigate Verde'. Gli estremismi politici dentro e fuori dal campo, la Uefa monitora e la Lazio da un lato invoca «una posizione dura e di tolleranza zero» nei confronti di «azioni che recano danno al club», spiega il portavoce biancoceleste Arturo Diaconale annunciando che «dunque potremmo agire per il risarcimento danni. Non possiamo impedire l'ingresso di questi razzisti allo stadio, nonostante noi mettiamo in atto tutto quello che è possibile per limitare tali accadimenti». Il club capitolino tiene anche a precisare quanto accaduto all'interno dello stadio durante il match: «Ci sono state notevoli provocazioni da parte di alcuni tifosi del Celtic - sottolinea Diaconale - volte a strumentalizzare una reazione dei tifosi della Lazio, che non è avvenuta». —

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