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Totti e Doumbia, se il cognome non pesa La domenica di gloria degli...omonimi

Totti e Doumbia, se il cognome non pesa La domenica di gloria degli...omonimi

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Il cognome pesa? No, quando si tratta di gol. Chiedere a Totti e Doumbia: non l’ex stella della Roma o il bomber di Newcastle e Cska, ma i loro omonimi. E nel caso di Doumbia, il cugino.

Doppietta di Totti, al 18' del primo tempo e al 17' del secondo. Sembra la cronaca di una partita vintage, invece è cronaca freschissima. Il Totti in questione non si chiama Francesco, ma Gabriele. Gioca nella Laurenziana, squadra fiorentina, che milita nel girone H della seconda categoria. Gabriele, classe 1990, è uno dei cannonieri più conosciuti nel mondo dei dilettanti toscani. Rondinella, Montespertoli e Galluzzo le sue squadre prima di arrivare alla Laurenziana, che grazie alla sua doppietta ha asfaltato per 5-1 il Montepiano.

Chissà che fatica, con quel cognome sulle spalle. Fin da ragazzino sei costretto a dimostrare più degli altri, e magari ad essere deriso dagli spalti. Già, perchè giocare a pallone e chiamarsi Totti non è certo una passeggiata. Specialmente quando il calcio non ti porta stipendi da capogiro ma semplici rimborsi spese. Ma intanto, per tenere alto quel cognome, Gabriele continua a segnare, divertirsi e far divertire, alle soglie dei 30 anni.

La storia dei cugini Doumbia è la perfetta sintesi del mondo del calcio, fatta spesso di «slinding doors», di treni che passano e vanno presi al volo. Uno, Seydou, abita l'attico del pallone: Cska Mosca, una rapida esperienza alla Roma, Newcastle, Sporting Lisbona, oggi al Sion, in Svizzera. Ivoriano, 32 anni, oltre 220 gol in carriera, contratti a sei zeri. L'altro, Mohamed Doumbia, di anni ne ha 26 ed è cugino di primo grado della stella della Costa d'Avorio. Lui abita a Prato, lavora e la domenica si diletta a fare gol nella formazione del Viaccia, Promozione girone A: in stagione ha già timbrato il cartellino tre volte, l'ultima domenica sul terreno della Sestese. «Con mio cugino ci sentiamo spesso - raccontò Mohamed al nostro giornale - e ovviamente parliamo di calcio. Lui ha qualche anno più di me, gli chiedo consigli».

Messi a buon frutto, evidentemente. Chissà che le dritte del cugino, prima o poi non tornino utili al nostro Mohamed: al Viaccia si è formato come giocatore, poi ha avuto esperienze al Seano per poi tornare alla società pratese. Tifa Inter da prima di arrivare in Italia, otto anni fa, con la famiglia. —

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