Sicurezza
Sinner, se il peccato è avere solo 18 anni meglio di lui solo Nadal, Federer e Djokovic
Nel MotoGp Marquez continua a stupire. E il 41enne Buffon si toglie la soddisfazione di essere ancora decisivo
10. Jannik Sinner (TENNISTA). Il tennista altoatesino, 18 anni e 2 mesi, il cui cognome dall’inglese si tradurrebbe “peccatore” oggi sarà numero 101 al mondo, dopo aver raggiunto la semifinale al torneo di Anversa. Il suo ingresso in top 100 è stato ritardato e la wild card nel tabellone principale di Vienna potrebbe costituire l’occasione. Meglio di lui solo Nadal che entrò il 21 aprile 2003 ad appena 16 anni e 9 mesi. Djokovic e Federer, invece, a 18 anni e un mese.
9. Marc Marquez (PILOTA GP). Un record dopo l’altro: conquistato il titolo MotoGp già dalla gara precedente, in Giappone si è preso la novantesima pole in carriera e ha centrato la decima vittoria della stagione. Con il successo di Motegi, davanti a Quartararo e Dovizioso, Marc raggiunge l’australiano a quota 54 vittorie in top class: davanti allo spagnolo restano Agostini (68) e Rossi (89).
8. Gianluigi Buffon (CALCIATORE JUVENTUS). Mica glielo avevano detto che il primo tiro di Santander sulla traversa era (forse) in fuorigioco. E sul successivo è volato come un ragazzino e con la manona l’ha deviato sopra alla traversa. Così, a 41 anni e mezzo, il carrarese si è tolto la soddisfazione di essere ancora decisivo per la “sua” Juventus: due punti salvati, così come il primato in classifica.
7. Lautaro-Lukaku (CALCIATORI INTER). ”Elleelle” è l’arma segreta di Antonio Conte: due reti a testa e il Sassuolo, la bestia nera della squadra nerazzurra, è domato. L’argentino, 22 anni compiuti da poco, al Mapei Stadium è stato imprendibile per tutti. E l’altro, che pare lento ma è un armadio a sei ante, ha dimostrato di avere la classe, e i muscoli, per fare la differenza fino in fondo. L’Inter è cambiata, grazie a loro.
6. Radja Nainggolan (CALCIATORE CAGLIARI). Il suo ritorno a Cagliari è stato una scelta di vita. E di amore per la moglie. E ora ha preso in mano la squadra di Maran, risalita al quinto posto in classifica dopo un inizio non esaltante. Ieri, contro la Spal, ha segnato la prima rete, poi ha diretto il centrocampo con classe e con quella rabbia agonistica che è la sua caratteristica migliore. Il Cagliari può essere la sorpresa, quest’anno.
5. Claudio Ranieri (ALLENATORE SAMPDORIA). Non poteva fare miracoli, alla prima partita alla guida della Sampdoria. Ma, contro la Roma, la squadra blucerchiata ha almeno cambiato passo, giocando un calcio più ordinato e rischiando meno che nelle precedenti giornate di campionato. Proprio contro la “sua” ex squadra ha dimostrato, ancora una volta, di essere uno che il mestiere lo conosce.
4. Atalanta (Squadra di serie A). Una squadra dai due volti. E anche se è saldamente terza in classifica, dietro a Juventus e Inter, destinate a fare un campionato a parte, con la Lazio ha gettato al vento un successo che pareva in cassaforte. E il tecnico Gasperini, invece di analizzare gli errori della sua difesa, se l’è presa con l’arbitro e con Immobile per i due rigori. Un passo indietro.
3. Valentino Rossi (PILOTA MOTOGP). La caduta a 4 giri dal termine nel gran premio di Motegi, in Giappone, fotografa una stagione difficile per il campionissimo di Urbino. Il 40enne, unico ad aver vinto il mondiale in tutte le classi (125, 250, 500 e MotoGP), con 9 titoli nel palmares, inizia forse a non avere più lo smalto dei tempi migliori. Ma anche la sua Yamaha #46 non è al top.
2. (Il paracadustita) (FINITO IN CAMPO A SASSUOLO). Forse è la prima volta che accade su un campo di calcio. Il paracadutista misterioso, che indossava una maschera nerazzurra, è atterrato nella zona di metà campo del Mapei Stadium poco dopo l’assegnazione del primo calcio di rigore all’Inter. È stato accompagnato fuori dagli inservienti e non ha opposto resistenza. Visto la tenuta, difficile pensare che sia stato un errore.
1. Italrugby (NAZIONALE ITALIANA). Negli sport a squadre forse la nazionale italiana di rugby è quella che più fa fatica a centrare qualche risultato di spessore. I 15 guidati dall’irlandese Conor O'Shea anche nei mondiali in Giappone hanno solo illuso, vincendo le partite “facili” e non impensierendo mai gli avversari nelle gare “difficili”. Ed è finita fuori dalla fase finale della competizione.
0. Cori razzisti (TIFOSI ROMA A MARASSI). I “buu” e il razzismo continuano a essere insopportabili protagonisti negli stadi di calcio. Ieri è successo a Marassi, quando i tifosi della Roma hanno sfogato le loro ugole contro Ronaldo Viera, centrocampista di colore della Sampdoria. È successo in più di una occasione e il quarto uomo ha scritto tutto. Vediamo adesso se ci saranno conseguenze.
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