Sicurezza
Serie A, la grande rivincita della classe media
La grande rivincita della classe media, dei colletti bianchi del calcio. Quelli che non arriveranno mai ai vertici e lo sanno, che non avranno mai l’ufficio nobile con la pianta di ficus. Quelli che lavorano e lottano dignitosamente, lontani dall’attico e lontani dal sottoscala. Quelli di mezzo, insomma. Atalanta, Cagliari e Parma sono i tre lati di una bella storia che la serie A sta raccontando, quella della provincia che ha idee, fantasia e adessoi anche qualche soldo. Che si costruisce gli stadi, che spende sul mercato quello che può. Che si affida ad allenatori immaginifici, coraggiosi, innovativi.
Se per magia il campionato finisse oggi, l’Atalanta sarebbe (ancora) in Champions, dopo aver confermato l’ossatura del miracolo e inserito Muriel, già 5 reti. A Bergamo si gioca bene, si inventa calcio e pazienza se il Moloch Champions al momento ci ha respinto. A Cagliari il presidente-ragazzo Giulini ha preso Nainggolan e Rog, per dire, e il bravo Maran si è arrampicato al quinto posto senza Pavoletti e Cragno: finisse oggi, la Sardegna sarebbe in Europa League. E poi c’è il Parma, la sublimazione del calcio pane e salame, corsa e pressing, testa alta contro chiunque: 12 punti, c’è anche da guardare più in alto, sognare che cosa costa? Gervinho, Inglese e soprattutto Cornelius, una specie di Ivan Drago che non volevano neppure in serie B. Come non detto: tripletta. Questo succede nella sana, bella, sognante provincia italiana del football.
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