Gioco
Bonini, il cuore diviso in due «Juve favorita, ma stia attenta»
«Bologna, città fantastica. A Torino ho vinto tutto insieme al mio amico Platini Stasera se i bianconeri giocano sotto il loro standard, rischiano di inciampare»
FIRENZE. Negli anni ’80 Massimo Bonini è stato uno dei centrocampisti di contenimento più apprezzati del nostro calcio, lo dicono le sue 265 presenze nella massima serie; con la Juventus ha vinto tutto, prima di chiudere la carriera a Bologna. Adesso è direttore tecnico della Federazione di San Marino, terra amata al punto tale da rinunciare, quando giocava, alla nazionale azzurra per non perderne la cittadinanza.
Lei ha vissuto quasi tutta la carriera con queste due casacche.
«Sono stato fortunato, sono state due esperienze indimenticabili. A Torino ho vinto tutto e ho avuto la fortuna di giocare accanto a talenti di valore assoluto, Michel Platini e Zibì Boniek su tutti, oltretutto da tifoso juventino. A Bologna invece avevamo giocoforza ambizioni minori, ma ho conosciuto una città fantastica, nella quale si vive benissimo, tanto che molti calciatori vi si stabiliscono a fine carriera».
Lei ha citato Michel Platini, che tipo era “Le roi” ?
«Un calciatore fenomenale e una persona dall’intelligenza fuori dal normale, sempre pronta a sdrammatizzare. Il mio rapporto con Michel era di amicizia, tanto che ci frequentavamo anche fuori dal campo. Ho ricordi stupendi delle nostre partite di tennis ».
Che pensa della Juve e del Bologna di oggi?
«La Juventus ha un organico fenomenale, ci sono 25 giocatori assolutamente intercambiabili che rendono la rosa a disposizione di Sarri superlativa. Il Bologna ha meno qualità, comunque più che sufficiente per salvarsi senza patemi».
Quanto c’è di Sarri e Mihajlovic nelle due squadre?
«Con Sarri ho condiviso il Master allenatori, apprezzandone le grandi qualità. La Juve ha già molto dei suoi insegnamenti: offre un calcio propositivo e votato all’offensiva, ma sempre nel segno di un grande equilibrio, ognuno sa sempre ciò che deve fare e dove posizionarsi. Sinisa invece è un genio: lo scorso anno ha realizzato un vero e proprio miracolo, creando un gruppo unito, in grado di gettarsi nel fuoco per il suo allenatore. Non è un caso che tutta la città, aldilà della malattia che lo ha colpito, lo ami alla massima potenza».
Veniamo alla partita, il canovaccio è chiaro, Juve all’attacco e Bologna in difesa?
«Non la vedo proprio così, questo Bologna non rinuncia mai a giocare e state certi che lo farà anche a Torino. Del resto stiamo parlando di una squadra fatta del giusto mix di gioventù e esperienza, programmata sempre per cercare la porta avversaria. Sarà una partita aperta e divertente».
Come finisce, e quali i possibili protagonisti?
«La Juventus è l’ovvia favorita, ma deve giocare al meglio. Se gioca sotto il suo standard, rischia di inciampare e perdere punti preziosi nella corsa scudetto. Quanto ai match winner, in casa bianconera, a parte CR7, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Nel Bologna spendo una parola per Palacio, uno abituato a sfide così importanti, e per l’emergente Orsolini, che, da ex, vorrà dimostrare alla Juve che ha fatto male a non credere in lui».
Alessandro Guerrieri
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