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LA NOMINA 

Gaudenzi, tennista-sindacalista candidato a numero uno dell’Atp

Gaudenzi, tennista-sindacalista candidato a numero uno dell’Atp

Potrebbe sostituire Kermode come “Chief officer” dell’associazione dei prof Arrivò al numero 18 del mondo, poi sempre in prima fila per i diritti dei giocatori

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MILANO. Un altro colpo dell’Italia: Andrea Gaudenzi diventa il numero uno del tennis mondiale? La fonte è credibile due volte: perchè è un giornalista noto (Simon Briggs) e inglese, vicina quindi alle segrete cose del tennis mondiale. Gaudenzi sarebbe il successore di Chris Kermode come Chief Executive Officer dell’Atp, il sindacato che gestisce il circuito dei tennisti professionisti al di fuori dei tornei dello Slam. La notizia sorprende ma non troppo perchè l’ex pro, nato a Faenza il 30 luglio 1973, dopo essere arrivato al numero 18 del mondo nel 1995, con tre titoli di singolare (e due di doppio), l’anno in cui toccò le semifinali di Montecarlo come maggior risultato della carriera nei tornei più importanti, è uno dei pochi tennisti italiani laureati (in Giurisprudenza), peraltro con anche un masters in Business administration. Da manager, ha seguito part-time Fabio Fognini, da Londra, città dove lavora come imprenditore di startup nel settore tecnologico. E, da un paio d’anni, si è riavvicinato al tennis entrando nell’Atp Media, società che detiene e commercializza i diritti dei tornei Masters 1000, 500 e 250. Andrea, talento precoce, da campione juniores al Roland Garros e agli US Open 1990, uno dei primi italiani ad affidarsi a un coach straniero abbandonando il suo paese, fallì l’esperimento col sudafricano Bob Hewitt e per trovare la situazione ideale presso il gruppo formato da Thomas Muster e dal suo particolare allanatore-motivatore-manager, l’ex giornalista Ronnie Leitgeb, a Vienna. Solido giocatore da fondocampo, forgiato proprio alla scuola del famoso tennista austriaco, si fece male spesso, lo ricordiamo simpatico protagonista nel quarto turno del Roland Garros 1994, il suo migliore risultato nello Slam. Sul campo centrale si arrese al favorito, Goran Ivanisevic, dopo una dura battaglia terminata per 6-2 5-7 6-4 6-3. L’arbitro ebbe una necessità fisiologica, e abbandonò il campo per qualche minuto, così Andrea, per intrattenere il pubblico sconcertato dalla insolita situazione, salì sul seggiolone e annunciò, scherzando: «Game, set and match, Andrea Gaudenzi». Il famoso mancino croato era peraltro uno dei suoi migliori amici e insieme conquistarono poi il torneo di Milano di doppio 1996. Era amicissimo anche di Muster. Ma non gli strinse polemicamente la mano dopo la semifinale di Montecarlo 1995.Nel 1998 Gaudenzi, che ha sempre mostrato una spiccata personalità e contrastò la Fit sulla divisione dei premi ITF, sSi è ritirato nel 2003 e guidò una clamorosa protesta dei giocatori contro la Fit per una diversa distribuzione dei premi di coppa Davis, tanto che nel 2001 l’Italia schierò l’Italia B contro la Finlandia. Quell’ammutinamento apri comunque una nuova frontiera anche con l’ingresso dei coach privati in nazionale, avvicinando alla pacificazione nell’ambiente. Ora, il tennista-sindacalista prenderà forse il posto dell’inglese Kermode . —

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di Redazione web