Gioco
La giovane Azzurra dall’anima toscana. Quei quattro ragazzi stregano il Mancio
Berna-gol, Zaniolo-assist, Mancini e Di Lorenzo che maturità I talenti di casa nostra scalano le gerarchie verso Euro 2020
Quattro ragazzi dal vestito nuovo. Quattro toscani che, chissà, nella piovosa serata di Vaduz che ha consegnato a Roberto Mancini il primato del mito Vittorio Pozzo, hanno scalato le gerarchie per rientrare nei 22 di Euro 2020.
Federico Bernardeschi da Carrara, Nicolò Zaniolo da Massa, Gianluca Mancini da Pontedera e Giovanni Di Lorenzo da Castelnuovo Garfagnana: ecco il poker di casa nostra che, in una serata non indimenticabile sul piano del gioco, hanno comunque messo la loro griffe sulla nona affermazione consecutiva del Mancio. Nel primo gol, arrivato dopo soli due minuti, c’è tutta la potenza e l’abilità tecnica dei due ragazzi nati all’ombra delle Apuane: lo strappo centrale, palla al piede, è del romanista che apre per Biraghi, sul cross Bernardeschi è pu ntuale all’appuntamento e apre il goniometro del suo sinistro, abbastanza per metterla nell’angolino. Rete tutt’altro che insignificante per lo juventino, che dopo un inizio di stagione non facile, soprattutto dal punto di vista della collocazione tattica, ha trovato tre reti in altrettante partite, contro Bayer Leverkusen, Grecia e Liechtenstein. Abbastanza perchè il Mancio, ormai, lo consideri un titolare aggiunto, uno da alternare a Chiesa o Insigne. Zaniolo, episodio del gol a parte, ha proseguito in maniera brillante sulla strada della sua riconversione tattica: non più esterno o rifinitore, ma mezz’ala pura, ruolo nel quale lo vede anche Fonseca alla Roma.
Giovanni Di Lorenzo è forse la storia più bella dell’umida serata di Vaduz. Non se li scorderà mai, il ragazzo della Garfagnana, questi 90 minuti vissuti a contatto con la linea laterale destra, senza mai forzare, da giocatore maturo. Ancelotti e il Napoli lo hanno fatto entrare in una dimensione diversa, quella del giocatore fatto e finito. Certo, la streada è lunga e la concorrenza di De Sciglio e d’Ambrosio agguerrita, ma il ragazzo maturato nell’Empoli ha nervi di ghiaccio e intelligenza per giocarsela con chiunque: e il parroco del suo paese, che suona le campane, ogni volta che Giovanni fa qualcosa d’importante, dovrà abituarsi...
Infine, Mancini. Il ragazzo di Montopoli è già una sicurezza per il Mancio e per la Roma. Anche per lui l’estate non è stata facile, non è proprio una passeggiata passare dalla rassicurante Bergamo alla tentacolare Roma, dove il calcio è materia di polemica quotidiana. Ci vuole tempo, ma Mancini nel ruolo è già un top player, tra l’altro con licenza di segnare. In Nazionale la strada è più impervia perchè davanti ci sono Bonucci, Romagnoli e Chiellini quando rientrerà. Il Liechtenstein, formazione di modestissimo spessore tecnico, qualche grattacapo in difesa ce l’ha dato, e la chimica ttra Mancini e Romagnoli non àè ancora al massimo: ma è fuor di dubbio che nella testa di Mancini i titoari del futuro sono proprio loro, quando Bonucci e Chiellini, guerrieri stanchi, deporranno le armi. —
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