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QUALIFICAZIONI EUROPEE 

Apre il cantiere Italia Con il Liechtenstein Mancini offre spazio all’«altra» nazionale

Andrea Gabbi
Apre il cantiere Italia Con il Liechtenstein Mancini offre spazio all’«altra» nazionale

Stasera a Vaduz il ct cambia totalmente l’undici iniziale Chance per Zaniolo, El Shaarawy, Cristante e Di Lorenzo

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Vaduz è una bella città del centro Europa. Non è meta turistica di prima fascia, ma una visitina ci può anche stare. Darci un’occhiata con il pass per gli Europei già in tasca è tanta roba. Ma il ct azzurro Roberto Mancini (o verde, vallo a capire il merchandising) non vuole cali di concentrazione. Vuole un’Italia tonica, capace vincere e dettare gioco. Il tutto con interpreti diversi, gente fresca che possa rappresentare una valida alternativa in vista degli appuntamenti che conteranno. Certo, il Liechtenstein non può rappresentare un test significativo, però questo è quanto concede il calendario: «Mi piacerebbe chiamare qualche giocatore giovane e arrivare primo nel gruppo per essere testa di serie all’Europeo, questo è l’obiettivo da qui ai prossimi mesi» dice il Mancio. Un obiettivo a lunga gittata, nel senso che da qui all’esordio nella competizione continentale di acqua sotto i ponti ne passerà ancora tanta.

Quello che è certo è che stasera si vedrà qualcosa di diverso. L’idea del ct è di dare spazio a chi fino a questo momento ha visto solo dalla panchina la rinascita azzurra. In porta Sirigu, poi Di Lorenzo insieme a Romagnoli (che però non è al meglio), con Bonucci e Biraghi. In mediana tanti dubbi. Sicuramente però giocherà Zaniolo, alla ricerca di quella fiducia che ha un po’ smarrito. Davanti invece ci sarà Belotti: «che non è una seconda scelta – precisa Mancini –. Lui e Immobile partono alla pari». Mancini tra l’altro può raggiungere Vittorio Pozzo che detiene il record di nove vittorie consecutive sulla panchina dell’Italia: «Per raggiungerlo mi mancano solo una partita vinta e due mondiali – scherza il ct –. Stiamo parlando di un mito, per cui siamo lontani dalla realtà». Una realtà che vede in Leonardo Bonucci una colonna difensiva indispensabile, soprattutto dopo l’infortunio di capitan Giorgio Chiellini: «Il nostro percorso di crescita deve proseguire anche in questa partita con il Liechtenstein – afferma il centrale della Juventus – anche con tanti giovani in campo. Dovranno essere loro stessi, personalmente sono contento che questa squadra si possa un po’ ringiovanire. Il tutto in una squadra che assomiglia più a un club che a una selezione».

Fuori dal campo va segnalata la riconoscenza espressa da Papa Francesco nei confronti degli azzurri che nei giorni scorsi avevano incontrato i pazienti della pediatria all’Ospedale Bambino Gesù.

A Mancini poi sono arrivati anche i complimenti per la qualificazione da Gian Piero Ventura, ex ct della Nazionale che ha mancato l’accesso al Mondiale russo. «Faccio i complimenti a Macini che sta facendo un grandissimo lavoro e spero riesca a portare la Nazionale dove merita. Nessuna invidia, quello che ho vissuto io è stata una esperienza dura perché molti l’hanno vista solo come un risultato sportivo negativo ma è stato qualcosa di più: è stato qualcosa di epocale», ha aggiunto. «Con quella sconfitta si è poi tentato di cancellare 34 anni di vita sul campo, per questo sono felice ora di essere tornato ad allenare», ha chiuso l’attuale tecnico della Salernitana di serie B, sottolineando anche l’utilizzo dei giovani: «L’infornata di ragazzi non può che essere salutare. Quando convocai io per la prima volta Barella in molti storsero il naso e ora gioca nell’Inter». È vero, convocò Barella, poi però ci fu anche una gestione scellerata dello spogliatoio che portò alla debacle con la Svezia. —



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