Lombardia, impresa Mollema Nibali tradito da una borraccia
I big si marcano troppo, il passista olandese coglie l’attimo e trionfa a Como Altra disavventura per lo Squalo che deve mettere i piedi a terra e si arrende
COMO. Bauke Mollema fa 13. E, in barba a chi crede nella sfortuna, la tredicesima corsa vinta rappresenta la più importante, il punto esclamativo della carriera. Il Giro di Lombardia è la prima classica “monumento” di un corridore regolare, primo olandese ad alzare le braccia al cielo sul traguardo di Como dal 1981 (era stato Hennie Kuiper).
All'arrivo Mollema si rende conto del capolavoro compiuto, sciogliendosi in lacrime di pura gioia: un assolo di tattica e forza, una fuga di circa 20 chilometri per fare il vuoto sul Civiglio contro avversari ben più quotati.
Lo hanno sottovalutato, come alla Clásica di San Sebastián nel 2016. E, proprio come allora, non si è più girato indietro, resistendo ai tentativi di rimonta di Valverde (terzo secondo posto per lui al Lombardia), Bernal (terzo, primo podio in una grande classica dopo l'apoteosi al Tour) e Roglic, il grande favorito che chiude solo settimo dopo aver cercato, con colpevole ritardo, di cucire il buco. «Non ci posso ancora credere - spiega l'olandese della Trek-Segafredo, con le due gote macchiate dal rossetto delle miss e segnate dal pianto -, è incredibile aver vinto questo Giro di Lombardia. Ho colto il momento giusto sul Civiglio, ho fatto la mia mossa e ho preso quei 30» di vantaggio decisivi. Oggi c'erano rivali più veloci di me, ma ho pedalato benissimo e sfruttato le mie possibilità.
Perché mi hanno lasciato andare via? Non lo so, magari mi hanno sottovalutato. Ho vinto una tappa al Tour, ma il Lombardia è il successo più importante della mia vita«. Il Giro di Lombardia, dedicato alla memoria di Felice Gimondi, diventa presto un disastro per il ciclismo italiano. Il diciassettesimo posto centrato da Giovanni Visconti è il peggior risultato nella storia: solo nel 1990 nessun azzurro era entrato nella Top 10 della Classica delle Foglie morte. Nibali cercava il tris, ma è sprofondato già sul Civiglio, infastidito da una borraccia per terra, ma ben lontano dalla forma migliore. La sua ultima gara con la Bahrain Merida è un incubo: presto però raggiungerà proprio Mollema e il nuovo campione del mondo Pedersen alla Trek-Segafredo per preparare una stagione cruciale, dove i suoi obiettivi saranno Olimpiadi e Mondiali.«Mi dispiace, è una spina nel fianco per me. Ci riproverò, ma complimenti al vincitore», ha detto a fine corsa un conunque brillantissimo Alejandro Valverde. Egan Bernal ci ha provato anche ieri: «Il team ha lavorato bene, contento per il podio», ha detto il colombiano, colpevole come tutti hli altri big di scarsa prontezza quando Mollema è partito: i grandi si sono marcati troppo, nessuno a parte Roglic ha dato segni di reazione e alla fine questa tattica troppo attendista ha favorito l’azione del passistone olandese.
ORDINE D’ARRIVO
1) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 5:52:59
2 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team a 16”; 3. Egan Bernal (Col) Team Ineos st»; 4 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team st; 5) Michael Woods (Can) EF Education First a 34” 6. Jack Haig (Aus) Mitchelton-Scott st; 7 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma st; 8 Emanuel Buchmann (Ger) Bora-Hansgrohe a 50”; 9 Pierre Latour (Fra) AG2R La Mondiale st; 10 Rudy Molard (Fra) Groupama-FDJ st. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
