Gioco
La nuova vita di Prandelli «Seguo i miei ulivi e sono felice»
L’ex commissario tecnico non ha trovato una panchina quest’anno «Senza procuratore, non lavori. Ed ho scelto la campagna toscana»
IL PERSONAGGIO
Cesare Prandelli è sempre stato una mosca bianca, nel mondo degli allenatori italiani. Uno che ha avuto sempre il coraggio di fare le scelte anche più scomode senza mai perdere il rispetto di sè stesso e degli altri. Non c’è nulla di più precario di una panchina, in Italia, e lui lo sa bene: dopo la nazionale sono arrivati i momenti difficili, con esoneri e delusioni. E ora Prandelli lo dice chiaro: è senza lavoro perché ha scelto non avere un agente, un procuratore. «Mi è piaciuto sempre fare tutto da solo - ha detto - oggi il mondo del calcio, esattamente come quello di tutti i giorni, è cambiato profondamente. Se non stai in vetrina, anzi se nessuno provvede a mostrarti in vetrina e a pubblicizzarti non vai da nessuna parte. Le conoscenze, è chiaro, non mi mancano, ma io non sono il tipo da andare in giro bussando alle porte. Una questione di dignità e di correttezza verso tanti colleghi». Dopo il Genoa, il silenzio. «Zero. Forse il fatto di essere stato commissario tecnico della nazionale mi ha estromesso dal giro dei club. Una cosa più meno simile è accaduta a Claudio Gentile dopo la sua esperienza in azzurro con l’Under. Mi pare che anche lui non abbia agenti a rappresentarlo. Le mie giornate? E’ vero, sono un disoccupato in questo momento. Ma a differenza di quelli che tribolano perché non hanno un lavoro sono un grande privilegiato. Non ho bisogno, come si dice. E allora intanto faccio la spola tra Firenze e Brescia dove vive mia mamma che vado a trovare tutte le settimane e poi mi sono inventato un lavoro molto serio e impegnativo. Alleno, per usare un’immagine calcistica, gli ulivi della fattoria che ho acquistato nella campagna vicina a Firenze dove ho messo in piedi un olificio il quale mi sta dando un sacco di soddisfazioni. Così, quando non sono in autostrada per raggiungere Brescia o per tornare in Toscana, trascorro le mie giornate sul trattore a lavorare i campi. Del resto io, che sono nato a Orzinuovi provengo da una famiglia di contadini, ho realizzato che forse preferisco il silenzio della campagna e i profumi della terra al frastuono spesso esagerato degli stadi. Allenare mi piace ancora, specialmente i ragazzini. Leggo ancora un poco di sport sui giornali, ma distrattamente. Non sono minimamente social e non mi interessa diventarlo. E resto una persona felice». —
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