Toscana
Fiorentina, un rinascimento figlio della serietà
Il segreto del successo del nuovo corso viola è un lavoro serio, fatto di un mix tra programmazione e lungimiranza
Dalla depressione all'entusiasmo nel giro di pochi mesi. È cambiato il mondo a Firenze, è cambiato tutto in una Fiorentina che da troppo tempo era caduta in un anonimato di classifica ed emozioni. Il segreto del successo del nuovo corso viola è un lavoro serio, fatto di un mix tra programmazione e lungimiranza. È un lontano ricordo il disamore dei Della Valle, che dopo anni di soddisfazioni, tra partecipazioni in Champions e presenze stabili in Europa, avevano sostituito il progetto vincente con quello del rientro finanziario, e gli investimenti con le plusvalenze.
L'arrivo di Commisso ha portato una ventata di ottimismo, che si sarebbe esaurita in poco tempo se non fosse stata seguita da serietà e concretezza. Si è notata subito la perfetta sinergia tra proprietà, dirigenza e allenatore. Le tre componenti fondamentali hanno garantito un concetto semplice, ma non per niente scontato nel calcio: il rispetto dei ruoli.
Commisso, al di là dello slang divertente e della personalità stravagante, prima è stato bravo a trattenere Chiesa, operazione decisiva per riportare fiducia nell'ambiente, poi saggio a mettere la nuova Fiorentina nelle mani dell'esperto Pradè e a confermare Montella, tecnico che avendo ora a disposizione una buona squadra, può far vedere il bel calcio per il quale si è fatto conoscere.
Una sana rivincita per lui, costretto a subire situazioni generate da altri, sia a Milano, sia l'anno scorso a Firenze. Ma stiamo parlando di uno dei più bravi tra i giovani allenatori italiani, che come nella sua prima esperienza in viola ha inventato una Fiorentina imprevedibile, senza punti di riferimento in attacco, con Chiesa liberato dai compiti difensivi e con un Ribéry che è davvero uno dei più grandi colpi della Serie A.
Un acquisto azzeccato, anche oltre le più rosee aspettative: tutti conoscevano le sue doti tecniche, nessuno poteva pensare che arrivasse con questa forma e con una straordinaria umiltà. Insomma, la Fiorentina funziona perché tutte le sue parti lavorano nella stessa direzione. E finalmente una piazza che vive di calcio, con una passione viscerale e con un palato fine, poiché abituata alla bellezza della sua città, può tornare ad appassionarsi su quel rettangolo di gioco. È presto per dare un parere definitivo, ma le caratteristiche ci sono tutte: questo può davvero essere un Rinascimento Viola.
(a cura di Giorgio Carlini)
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