Sicurezza
Una testata di Milenkovic e la Viola infila la terza
I tifosi già sognano, ma Pradè frena: «È un anno di transizione». Ovazione per Ribery: «Ora sono tornato in forma»
Al fischio finale esplode la festa. Terza vittoria consecutiva per la Fiorentina dopo quelle contro Sampdoria e Milan e una classifica che dà licenza di sognare.
«Giusto che la gente sogni - dice il direttore sportivo Pradè - ma noi consideriamo questo un anno di transizione per capire dove e come intervenire per rendere questa squadra sempre più forte e competitiva».
Nell'attesa però i tifosi, anche ieri numerosissimi, si godono questo momento dopo l'inizio di stagione complicato: contro l'Udinese solida e chiusa gli uomini di Montella hanno dovuto attendere più di un'ora per spezzare l'equilibrio del match, riuscendoci stavolta non con i lampi di classe di Ribéry e Chiesa ma con il colpo di testa di un difensore, Nikola Milenkovic, pronto a concretizzare un corner battuto da Pulgar e “regalato” da uno sbadato Jajalo.
È bastato questo gol a conquistare il terzo successo di fila, cosa che non accadeva dal 2017-18, e portarsi vicino alla zona Europa.
«Godiamoci questo momento - sorride Montella - sapevamo che non sarebbe stata una gara facile, abbiamo però giocato con maturità a conferma che stiamo diventando una squadra».
Alla fine applausi per tutti a iniziare da Ribéry che ha dovuto rinviare ancora l'appuntamento con il gol al Franchi ma è stato lo stesso omaggiato: significativa l'ovazione che gli ha tributato la curva Fiesole dove i tifosi si sono trattenuti per oltre mezz'ora a fine partita per dedicare cori da brividi all'asso francese premiato dalla Lega di A miglior giocatore di settembre.
«Sono felice, mi piace giocare a calcio per vivere momenti così belli - afferma Ribéry - abbiamo messo in campo cuore e coraggio per la nostra gente. E io adesso mi sento in una buona condizione di forma, diciamo al mio livello abituale. Quello che conta è allenarsi bene».
Fuori dallo stadio i tifosi aspettano i giocatori e i dirigenti per sommergerli di applausi, dagli Usa il patron Commisso riempie tutti di elogi.
«Dobbiamo continuare così mantenendo i piedi per terra e sfruttando la sosta per ricaricare le batterie».
È stata una gara tosta per questa Fiorentina schierata con la stessa formazione per la quinta volta di fila: l'Udinese solida e capitanata dal rientrante De Paul ha saputo chiudere bene gli spazi e addirittura passare per prima nel primo tempo con Nestorovski: il Var però ha annullato per tocco di mano di Opoku.
Il pericoloso corso ha scosso i viola che hanno cercato di colpire con Ribéry e Chiesa (attento Musso contro il figlio d'arte solo davanti alla porta) fino al vantaggio targato Milenkovic.
Rimasta nel frattempo senza allenatore espulso per proteste (uscendo Tudor, che ha definito eccessivo il rosso, è stato bersaglio di qualche coro becero) l'Udinese avrebbe comunque potuto pareggiare subito col neo entrato Lasagna, ma Dragowski è stato provvidenziale e insieme ai compagni ha difeso fino all'ultimo il prezioso successo. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google