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Il campionato torna... normale La Juve vince e prende la vetta

Guido Fiorini

Segnano prima Dybala, poi Higuain con un’azione tutta di prima. Per l’Inter il momentaneo pari di Lautaro su rigore

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MILANO. E alla settima il campionato torna... normale, con la Juventus davanti e tutte le altre a inseguire.

Ma al di là del successo della Juve in HD (Dybala e Higuain) e di una superiorità dimostrata per gran parte della partita, l’impressione è che l’Inter di Conte possa essere l’unica vera avversaria in questa stagione. Conte ha avuto poco da Lukaku, un (grosso) fantasma per tutta la partita, ha perso prima Sensi e poi Godin, ma la sua squadra è ben lontana dall’Inter anonima delle passate stagioni. È quadrata e solida, anche se la lunghezza dell’organico non è certo quella su cui può contare Sarri. E lui, il tecnico di Figline, si prende per la prima volta la testa della classifica e la Juve inizia a essere sempre più sua. Il secondo gol, dopo una selva di passaggi di prima, è il più sarriano dei gol.

Al via torna Lukaku, in coppia con Lautaro Martinez, dopo l'assenza contro il Barcellona in Champions. A sorpresa, per la Juve, a guidare l'attacco con Cristiano Ronaldo c'è Dybala preferito a Higuain. Conte sceglie la formazione titolare con D'Ambrosio al posto di Candreva sulla fascia destra, al fianco di Sensi, Brozovic, Barella e Asamoah. In difesa confermati Godin, De Vrij e Skriniar. Sarri punta su Bernardeschi trequartista, mentre a centrocampo spazio a Khedira, Pjanic e Matuidi. Difesa obbligata, poi, con Cuadrado, Bonucci e De Ligt.

Pronti-via e la Juve passa subito in vantaggio: Dybala entra in area dalla sinistra e trafigge in diagonale un Handanovic non impeccabile (4’). Altri 4 minuti e Ronaldo in azione personale centra la traversa. L’Inter pareggia su rigore: Rocchi punisce un fallo di mano di De Ligt a contatto con Lautaro. Il Var conferma e lo stesso Martinez segna (18’). La gara è nervosa e spigolosa, solo a tratti bella. Le squadre giocano con grande intensità, anche se le trame di gioco non sono sempre pulite. Alla mezz’ora Conte perde Sensi per un problema muscolare, al suo posto Vecino.

Al 41’ altra occasione per la Juve, ancora sull’asse Matuidi-Ronaldo. Handanovic stavolta è bravo sul tiro del portoghese, centrale e velenoso. Poco dopo allo stesso Ronaldo viene annullato un gol per un lieve fuorigioco di Dybala. Il nervosismo è palpabile: la Juve allo scadere chiede un rigore per una trattenuta di Godin su Dybala. Rocchi lascia correre e al rientro negli spogliatoi scoppia un mezzo parapiglia.

Nessun cambio a inizio ripresa. La Juve parte in avanti, girando la palla di prima. Ci prova Bernardeschi (49’), Handanovic para. L’Inter prova a ripartire, ma senza la classe di Sensi fa più fatica che nel primo tempo. Poco dopo Conte perde anche Godin, al suo posto il giovane Bastoni. Ora è la Juve che fa la partita e ha un’altra occasione con Dybala (55’).

E Sarri cambia: fuori Khedira e Bernardeschi, dentro Bentancur e Higuain. La Juve ha in campo il tridente Ronaldo-Dybala-Higuain. E anche l’Inter mette la testa fuori dal guscio con Vecino che, con un tiro deviato, scheggia il palo (69’). Poco dopo Sarri si accorge che ha meno equilibrio con i tre davanti e chiama fuori Dybala per Can. Risponde Conte inserendo Politano per Lautaro (77’).

Ma è la Juventus a segnare ancora, con un’azione insistita, tutta di prima, finita con un tocco di Ronaldo per il Pipita che non sbaglia a due passi da Handanovic(80’). L’Inter reagisce e Vecino da buona posizione sbatte su Szczseny (85’). Ma l’Inter non ha più energie e la Juventus porta a casa tre punti d’oro. E il primato in classifica. —

Guido Fiorini

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