Sicurezza
Higuain è il talismano d’oro di Sarri. Lukaku va piano piano, come l’Inter
Marquez ottava volta sul tetto del mondo, Milenković gol e baluardo della difesa viola, isteria Roma, Ancelotti smarrito. Da 0 a 10 ecco i nostri voti alla domenica sportiva
HIguain (JUVENTUS)
10 - Sarri, oltre ad aver convinto i suoi big e super big a pressare come pazzi, ha trovato anche il suo talismano: che è un Pipita d’oro. Lo metti e zac! Prima palla buona e la Juve espugna San Siro facendo piangere il povero Conte che molla la prima posizione proprio a vantaggio dei bianconeri. Higuain davanti alla porta è una sentenza: bravi tutti i compagni di reparto che un tocco dopo l’altro ipnotizzano la difesa interista.
Nikola Milenkovic (FIIORENTINA)
9 - Il giovane serbo della Viola sigilla una partita perfetta in difesa inzuccando anche il gol della vittoria sull’Udinese. Per questo il bel voto lo assegno a lui, ma va esteso a tutta la linea difensiva della squadra di Montella: contro i friulani, ieri al "Franchi", Milenkovic è stato bravissimo, Pezzella anche di più, ma Martin Caceres è stato colossale. Da far gridare al grande colpo di mercato.
Marc Marquez (PILOTA MOTO GP)
8 - Perché con quello collezionato ieri vincendo in Thailandia sono otto i titoli mondiali (quattro consecutivi) nel palmares del pilota spagnolo. Otto, e non di più, perché Marquez è certamente un campionissimo, ma non è certamente simpaticissimo, specialmente (diciamo la verità) per noi tifosi italiani costretti anche quest’anno a vederlo davanti ai nostri centauri. Uffa.
Rafael Leão (MILAN)
7 - Il portoghese, ultimo arrivato al Grand Hotel Milan (gente che va gente che viene...) con la freschezza dei suoi vent’anni e con i suoi dribbling brucianti alla faccia del metro e 88 d’altezza e della stazza da peso massimo, salva (ma forse anche no) la panchina di Giampaolo, manda in panchina (forse per un po’) l’irriconoscibile Piatek e placa (almeno per ora) i mal di pancia dei tifosi.
Gian Piero Gasperini (ALLENATORE ATALANTA)
6 - L’Atalanta di Champions e quella di campionato: dottor Jekyll e mister Hyde. Questo vale per i giocatori, ma non per lui. Il Gasp non ha scissioni schizoidi o balzi di personalità: vuole vincere sempre e quando non succede s’incavola. Così, dopo la figuraccia con lo Shaktar, ecco che per festeggiare il ritorno all’Atleti d’Italia (ora Gewiss Stadium) il Gasp lucida la sua Dea e asfalta il povero Lecce.
Carlo Ancelotti (ALLENATORE DEL NAPOLI)
5 - Dare un’insufficienza a Carletto non capita praticamente mai. Anche se, umanamente, pure lui a volte può sbagliare, la simpatia che sprigiona e la sua umiltà nonostante un palmares da grandissimi del calcio, lo mettono al riparo dalle facili critiche. Però se hai Mertens, Insigne, Llorente, Milik, Lozano e non segni, Juve e Inter se ne vanno. E poi sono guai anche se ti chiami Carletto.
Romelu Lukaku (INTER)
4 - Il belga paga con l’insufficienza la sua modestissima prestazione, ma nel votaccio va accomunata un po’ tutta la truppa del generale Conte. E anche il condottiero non è che abbia brillato nel fare scelte un po’ più coraggiose per far cambiare passo alla sua squadra. Così l’Inter ieri sera è andata come va Lukaku: piano piano, lemme lemme.
Filippo Bandinelli (EMPOLI)
3 - Il centrocampista empolese, dopo 80 secondi di gioco rifila un ceffone a Pobega del Pordenone alla faccia del fair play. È rosso diretto con la squadra toscana che deve praticamente giocare tutta la partita in dieci: e la perde 2-0 perdendo anche la vetta della classifica. In castigo con Bandinelli ci va anche Lorenzo Mancuso, che fallisce il rigore che poteva valere il pareggio.
Genoa e Sampdoria (SERIE A)
2 - Due come le panchine in bilico e come due sono le squadre genovesi, forse mai così affratellate nel buio pesto di questo inizio di stagione. E come due sono le proprietà (Preziosi e Ferrero) forse le più contestate del calcio italiano, e un motivo ci sarà. L’esonero di Di Francesco è certo, ma Ferrero cerca un modo per risparmiare. Andreazzoli traballa, ma forse avrà un’altra chance.
Livorno (SERIE B)
1 - Se stai vincendo 3-1 e in quattro minuti ti fai raggiungere. Se poi a un minuto dal novantesimo la perdi pure. Se i tuoi difensori prendono in pagella meno di 4,5 di media e combinano pasticci inenarrabili. Se in classifica sei ultimo con 4 punti dopo sette partite. Se la curva alla fine invita i giocatori ad andare a lavorare. Se il presidente boccia l’allenatore. Se l’allenatore boccia i calciatori...
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