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L’uomo del gol non vede...troppi gol Boninsegna: «Tanto equilibrio, dico 1-1»

Alessandro Guerrieri
L’uomo del gol non vede...troppi gol Boninsegna: «Tanto equilibrio, dico 1-1»

288 reti in A, scudetti a Milano e Torino. «Conte e il mercato, così i nerazzurri possono puntare allo scudetto. Sarri è legato al cammino in Europa»

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Innato fiuto del gol, tanto da averne realizzati 288 in carriera, Roberto “Bonimba” Boninsegna è stato uno dei centravanti più prolifici nella storia del nostro calcio. Icona nerazzurra, è il terzo miglior marcatore di sempre dell’Inter, dopo Meazza e Altobelli, negli ultimi anni della sua luminosa carriera vestì anche il bianconero della Juve, conquistando due scudetti. Da doppio ex gioca per noi l’edizione 173, in campionato, del “Derby d’Italia”.

«Con la casacca dell’Inter ho svolto tutte la trafila delle giovanili, salvo poi non essere lanciato in prima squadra; sono tornato dopo la splendida esperienza di Cagliari, diventando un’icona nerazzurra. Quando pensavo di concludere la carriera a Milano, Fraizzoli decise di vendermi alla Juve nonostante il mio parere contrario. Con il senno di poi devo ringraziarlo: le tre stagioni alla Vecchia Signora sono state meravigliose, con due scudetti».

E del derby d’Italia, che ricordi ha?

«Mi ricordo la prima sfida da ex con la casacca bianconera; giocai con grande cattiveria, per far vedere all’Inter che si era sbagliata, realizzando la doppietta della vittoria juventina.

In generale si trattava sempre della partita dell’anno, con gli stadi sempre stracolmi, nella quale spesso si decidevano le sorti del campionato».

Un dualismo che sta tornando.

«Vero, penso che Inter e Juventus siano le due massime pretendenti allo scudetto. Lo si è visto in queste prime giornate di campionato, complice qualche balbettio di troppo del Napoli, già lontano sei punti. La partita del “Meazza”, però, arriva troppo presto per emettere giudizi definitivi; di certo si tratta della classica prova del nove per l’Inter, se i nerazzurri vincono acquistano tanta autostima».

Quanto c’è di Conte nell’Inter, e di Sarri nella Juve ?

«I nerazzurri venivano da una annata fallimentare, con la Champions acciuffata solo all’ultima giornata, se penso che quando giocavo io ci andava solo la prima mi viene da ridere, Antonio è stato bravissimo a resettare tutto ed a costruire un meccanismo perfetto, dalla mentalità e dal temperamento scolpiti nella roccia. Va anche detto che ha a disposizione una rosa molto migliore di quella di Spalletti: Sensi, Lukaku, Barella e Sanchez sono acquisti da urlo per il nostro campionato.

Sarri ha un compito difficile, anche vincendo lo scudetto può solo eguagliare Allegri, il giudizio su di lui dipenderà dal cammino in Champions League».

Tatticamente che partita ne esce ?

«Molto equilibrata, e non credo si vedranno tante reti. Vero che la Juventus di Sarri è squadra a trazione anteriore, costruita per attaccare sempre, ma la difesa dell’Inter è a prova di bomba e vanta un terzetto arretratotra i migliori del mondo.

Prevedo tanto agonismo, e pochi gol.Penso che l’equilibrio si confermerà al 90’, ed allora mi gioco un bel pareggio con una rete per parte. Per quanto riguarda i match winner la scelta è facile: CR7 e Higuain, Sensi e Lukaku». —

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