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TRA DELUSIONI E POLEMICHE 

Scorie europee: furia Conte, Insigne è un caso

Scorie europee: furia Conte, Insigne è un caso

Il tecnico contro Skomina: condizionato dal Camp Nou. Lorenzo escluso in Belgio, il fratello attacca Ancelotti: «non ha le palle»

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MILANO. La notte non cancella, non lenisce l’amarezza. Antonio Conte la sconfitta del Camp Nou proprio non la manda giù. Il tecnico dell'Inter è arrabbiato, credeva di poter portare a casa punti e la prova della sua squadra probabilmente meritava almeno un pari. Ma nel mirino di Conte c'è soprattutto l'arbitro: l'allenatore a fine partita non ha nascosto il suo disappunto, ha chiesto rispetto e ha parlato di partita indirizzata. Il rigore non concesso a Sensi è l'episodio chiave, ma a innervosire Conte sono stati i falli non evidenziati, la gestione di un arbitraggio a suo dire nettamente a favore dei padroni di casa. «Ho visto delle situazioni indirizzate nella giusta. Tante cose che non mi sono piaciute. Non mi va di parlarne. È una sensazione che abbiamo avuto in panchina fin dall'inizio. Sulla loro casacca c'è scritto “rispetto” e loro devono avere rispetto per chi viene qui e gioca a calcio. Il rispetto deve essere reciproco». L'episodio più importante è il rigore non dato, e non rivisto al var, su Sensi nel secondo tempo dopo un contrasto con Arthur. «Nel secondo tempo c'è stata situazione che ha cambiato partita - dice in conferenza - fino al 65' avevamo ribattuto colpo su colpo. Mi porto dietro una sensazione di amarezza. È un arbitro internazionale d'esperienza - continua l'allenatore - che ha arbitrato l'ultima finale di Champions e non può farsi condizionare dal Camp Nou».

IL CASO INSIGNE

Dalla trasferta di Genk al Napoli resta un punticino in Champions League ma, soprattutto, il caso-Insigne, esploso con il capitano in tribuna in Belgio. Un caso che rischia di destabilizzare non poco lo spogliatoio perché riguarda il rapporto tra il club, l'allenatore e il capitano della squadra, rapporti che sembravano essersi avviati alla pacificazione dopo il chiarimento di maggio ma che invece sono tornati al livello di tensione. Insigne è andato a Genk ma ha visto la partita dalla tribuna, poi è andato via scuro in volto. Una «scelta tecnica» l'ha definita Ancelotti che non ha gradito l'impegno in allenamento da parte dell'attaccante: «Nell'allenamento l'ho visto poco brillante, ho preferito tenerlo fuori e prepararlo per la prossima partita». Una frase secca, diretta, che lancia un monito a Insigne ma anche al resto della rosa: non ci sono intoccabili nel Napoli di Ancelotti. La prossima partita è la trasferta di Torino e a questo punto Insigne dovrà convincere il tecnico a schierarlo, potrebbe giocare ma non ci sono certezze. A testimoniare la tensione anche un post Istagram, poi rimosso, di Antonio Insigne, suo fratello: «Nemmeno le palle di dire la verità... un gol o un assist ogni 63 minuti, giusto è poco brillante», ha scritto. —

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