Sicurezza
Ferrari, fratelli-coltelli Seba e Charles contro Il tedesco se ne andrà?
In Russia un nuovo capitolo di un’inimicizia ormai chiara Binotto: «Un lusso averne due così». Ma ora deve scegliere...
MILANO. Un lussoche potrebbe rivelarsi costoso: il Gran Premio di Russia di F1 ha dimostrando una volta di più che la Ferrari ha in Sebastian Vettel e Charles Leclerc due piloti numero 1 e che nessuno dei due intende rinunciare alle proprie ambizioni. E se una scelta sarà fatta, a fine stagione, l’indiziato a fare i bagagli sembra proprio Vettel.
«È un lusso avere due piloti fantastici», ha detto il team principal Mattia Binotto dopo una gara che ha visto il giovane monegasco conquistare il terzo posto e il tedesco ritirato per problemi alla vettura mentre era in lotta per la vittoria. Un problema, quello della rivalità fra i due, con il quale in casa Ferrari sarà necessario imparare a convivere. Durante i test pre-stagionali a Barcellona, a una domanda sulla gerarchia tra i suoi piloti Binotto aveva risposto che erano «liberi di lottare», ma che in caso di «situazione ambigua», Vettel era il «campione», quello con «più esperienza». Una scelta logica quella tra un trentaduenne quattro volte campione del mondo e un ventunenne alla sua seconda stagione in Formula 1. Ma nel corso del campionato le gerarchie si sono ribaltate: già in occasione del Gp d’Australia, Binotto ha chiesto a Leclerc di non attaccare Vettel nonostante fosse decisamente più veloce. In quell’occasione il giovane Charles ha ubbidito. Dalla gara seguente in Bahrain, Leclerc ha iniziato ad ignorare le istruzioni del team superando il suo compagno solo un guasto gli ha impedito di ottenere la sua prima vittoria in F1. Una situazione che è andata avanti e che certamente non ha aiutato la Ferrari, letteralmente dominata dalla Mercedes nella prima parte della stagione. Nelle ultime nove gare del campionato, però, Leclerc ha costantemente battuto Vettel in qualifica. Ed è stato lui ad aprire la serie di vittorie della Ferrari al GP del Belgio, prima di regalare alla Rossa il suo primo successo a Monza dal 2010 con un nuovo atto di ribellione. Il monegasco ha infatti ottenuto la pole non dando la scia, come previsto, al suo compagno di squadra in qualifica. «Sei perdonato», gli ha detto alla fine Binotto. Inevitabile però chiedersi a questo punto se non sia proprio Leclerc il ’cavallò su cui puntare in casa Ferrari per riportare a Maranello quel titolo piloti che manca dal 2007 e che neanche Vettel è riuscito a vincere nei suoi primi quattro anni alla guida della Rossa.
In Russia, al termine della gara in casa Ferrari, oltre alla ovvia delusione per la mancata vittoria, c’era anche da gestire una situazione che rischia di sfuggire di mano. Leclerc si è presentato ai microfoni livido in volto e quasi muto, Vettel ha invece nascosto a malapena il suo imbarazzo. Leggermente più a suo agio, Binotto in piedi tra i suoi due ragazzi ha ’bacchettatò Vettel ricordando che c’era «accordo», anche se «i piloti possono avere opinioni e discussioni diverse» con la squadra, e che alla fine la situazione si è sistemata in pista. Insomma con Vettel e Leclerc ormai ai ferri corti, spegnere le fiamme dietro le quinte e stabilire una strategia per il futuro non sarà così facile per il team principal di Maranello. —
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