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La bandiera viola sui ruderi di San Siro Lezione di Ribery al fantasma del Milan

La bandiera viola sui ruderi di San Siro Lezione di Ribery al fantasma del Milan

Tre gol, un rigore sbagliato, occasioni a raffica: trionfo di Montella. San Siro chiede la testa di tutti, Giampaolo sul filo

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MILANO. C’è una crisi ormai conclamata, e c’è un progetto intrigante che sta decollando in maniera prepotente. C’è un tecnico vicinissimo all’esonero, ormai quasi indifendibile, e un altro che vede sbocciare la sua creatura, che dopo un inizio da incubo sta trovando gioco, leggerezza , risultati e ambizioni.

La Fiorentina, va detto subito, ha meritato il successo, anche poco rotondo secondo quello che il campo ha espresso. Superiore in tutto, la Viola: nel passo, nella condizione atletica, nelle idee, nella convinzione. Il 3-5-2 funziona come un orologio e si appoggia a due titani: Chiesa, imprendibile, e soprattutto il proffessor Ribery, ancora una volta sublime nel suo modo di dipingere, di immaginare calcio. Attorno a loro una squadra che ha gamba ed entusiasmo.Il 3-5-2 di Montella, con i due falsi nueve molto larghi, terremota subito il sistema tattico di Marco Giampaolo. I viola vincono tutti i duelli a centrocampo e ogni ripartenza viola è un colpo al cuore per San Siro. Nel giro di un minuto Chiesa sporca i guantoni a Donnarumma, poi tocca a Ribery guadagnarsi la perfetta solitudine in area, Gigio ci mette ancora una pezza ma sulla palla vagante è Chiesa il più rapido: chiarissimo il fallo da rigore. Pulgar, di ghiaccio, spiazza Donnarumma e Fiorentina avanti dopo soli 13’. Momento delicatissimo per Giampaolo, che allarga Leao e Suso tentando di chiamare fuori i centrali viola: Suso ricama e al 24’ indovina un sinistro arcuato che Dragowski deve alzare in angolo. Quando ha tempo e spazio per ripartire, la Fiorentina pasteggia: al 27’ discesa di ribery, esterno per Chiesa che pesca Castrovilli, che in corsa fulmina ancora Donnarumma: tutto fermo, però, per fuorigioco. Poco, pochissimo Milan: evidenti soprattutto le difficoltà a far gioco e far arrivare palloni puliti in area a Piatek, stretto nella morsa Pezzella-Milenkovic e sempre più depresso. La Viola va al riposo con la consapevolezza di essere in crescita, come gioco e come autostima.La scossa tattica di Giampaolo ha il volto dell’ex empolese Krunic, che dopo l’intervallo prende il posto di un Kessie sempre più involuto. Ma per i rossoneri i problemi sembrano non finire mai: al 52’ brutta entrata di Musacchio su Ribery che gli aveva nascosto la palla in dribbling: lunghissimo consulto al Var, ed è cartellino rosso: per il Milan questa partita diventa l’Everest. A povero Giampaolo non resta che disporsi 4-4-1-1 con Duarte, all’esordio stagionale, al posto di Piatek sommerso di fischi e Leao unica, sperduta punta.

Al 64’ arriva la sentenza che San Siro si aspettava: contropiede vertiginoso della Fiorentina su palla persa in uscita dal Milan ormai in confusione: Chiesa strappa sulla destra, cross radente, miracolo di Donnarumma su Ribery ma il tap in di Castrovilli, al suo primo gioiello in serie A, è un’esecuzione: 2-0 e partita in ghiaccio, tra i fischi di San Siro che sono coltellate per il progetto rossonero dei Maldini e dei Boban, pietrificati in tribuna. C’è tempo anche per un rigore sbagliato da Chiesa, e le perle di Ribery e Leao, belle ma ininfluenti. —

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di Redazione web