Sicurezza
Una ingessata OriOra Pistoia cede al Bologna
PalaCarrara pieno per l’esordio casalingo della squadra di Michele Carrea Gli ospiti hanno concesso poco ai padroni di casa a segno solo dalla distanza
PISTOIA. Non è stato proprio come bere un caffè Segafredo ma quasi: alla stellare Virtus (pur senza la sua supernova, Teodosic) è bastata una gara di ordinaria amministrazione per piegare l’OriOra ancora senza Brandt. Un’assenza pesantissima che ha reso ancor difficile una gara già proibitiva, diventata ancor più in salita per l’approccio morbido della squadra di Carrea punita per tutta la gara dall’aggressività ospite. Impietoso il divario a rimbalzo (23– 34) ma anche l’intensità (20– 28 i falli) è stata tutta degli ospiti.
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A differenza di quanto successo a Trento, la seconda sconfitta filata dei biancorossi è stata figlia di una gara in cui l’OriOra non è mai riuscita a rialzare la testa. Al di là di qualche folata di Johnson e Petteway (i migliori in campo), Pistoia non è mai riuscita ad impensierire una Virtus a punteggio pieno. Il PalaCarrara ha provato a dare una mano ai biancorossi, con una grande cornice di pubblico (pieno anche lo spicchio virtussino) ad applaudire la coreografia dedicata a Roberto Maltinti. La gigantografia disegnata del presidentissimo si è alzata sulla Curva Pistoia con un “Grazie” sul resto degli spalti issato sul biancorosso del suo basket e sull’arancioblù della sua Pistoiese. Poi parola al campo, con la sfida tra l’anti Milano e l’OriOra zeppa di debuttanti. Djordjevic e il suo staff è ancora in tenuta estiva, Carrea e i suoi impeccabili con l’abito ufficiale griffato Angelico ma è in campo che Pistoia è molto più ingessata di Bologna. I primi 5’sono di sofferenza pura a rimbalzo con Gamble che fa quel che vuole e Ricci che punisce con le ripartenze (nel 5– 13 inziale sono 9 i punti dell’azzurro). Pistoia fa una gran fatica ad entrare in area, i cambi non smuovono niente e il canestro è stregato. Sono appena 13 i punti di casa (contro 22 ospiti) in un primo quarto ancor più in salita di quello che ci si poteva aspettare. La prima sirena non scuote i biancorossi che perdono due palloni in serie e Bologna corre sul 13– 26, raggiungendo il massimo vantaggio già al 13’con il rientrato Gamble (14– 30) mentre Pistoia in 3’ha prodotto un solo libero di Petteway. È proprio un’impennata dell’istrionico texano, coadiuvato da Johnson, che finalmente sveglia i suoi: triplone del lungo bonsai e 5 punti di “Crazy” Terran riportano Pistoia in partita (22– 30 al 15’). I fischi interrompono il buon momento di casa: pesante il terzo fallo di Landi, incomprensibile lo sfondamento di Petteway lanciato in contropiede su Pajola in movimento. La Virtus ne approfitta per riscappare (22– 35) e chiude il secondo quarto 30– 42. L’OriOra va a momenti: il rientro è ancora pessimo (30– 46 firmato Gaines e Ricci), poi i soliti Johnson e Petteway (più una tripla di Salumu) provano a ridare la carica con il 10– 0 che sembra riaprire la contesa (40– 46). Pistoia è dipendente dal tiro da tre, più che altro perché l’area è proprietà privata Virtus. L’OriOra si incaponisce nel tiro da tre ma sono i siluri di Cournooh e Markovic a chiudere anzitempo la gara (67– 83 al 37’). —
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