Sicurezza
In vacanza si sta Allegri: il Psg pensa a Max, ma è durissima
Divide il suo tempo tra la casa sul lungomare di Livorno, il figlio che va a scuola a Torino, la figlia che ha eletto Milano come luogo del cuore. Non pensa al calcio, almeno non sempre come prima: qualche partita la vede, quasi sempre alla tv, ma non commenta mai: a parte qualche impegno pubblico già fissato da mesi, nessuno ha avuto una parola, un virgolettato da Massimiliano Allegri. Che sta interpretando il suo anno sabbatico nel vero senso della parola: staccando in toto dal pallone e dalla sua pressione, quasi nascondendosi.
Eppure il telefono di Max, che lui vorrebbe staccare per intere giornate, sta per ricominciare a squillare, se non lo ha già fatto.Perchè, tra i grandi profili di allenatore di caratura internazionale, è l’unico (con Mourinho) attualmente senza panchina ed è normale che il suo nome venga accostato alle grandi d’Europa in crisi di risultati e di gioco. L’ultima in ordine di tempo è il Paris S. Germain: al povero Tuchel non è stato sufficiente nemmeno travolgere il Real Madrid nell’esordio di Champions League per guadagnare la fiducia dell’emiro El Khelaifi, che continua a non amarlo. L’ultima, clamorosa sconrfitta interna contro il Reims ha riaperto la ferita, e la stampa francese si è subito gettata a corpo morto sulle tracce di Allegri, uno che al padrone dei parigini piace molto. Ha glamour, eleganza e pedigree per conquistare i cuori, esigenti e un tantino snob, dei tifosi del Psg. Ma ammesso che la chiamata fosse già partita, quale sarebbe la risposta di Max? Probabilmente un gentile “no, grazie”: ipotizzare un rientro di Allegri nell’arena dopo soli due mesi di stacco è abbastanza azzardato, e a lui non è mai piaciuto - come da ripetute dichiarazioni - salire su un treno in corsa, allenare un gruppo che non ha concorso a scegliere e plasmare. Certo, un...vagone con Neymar, Icardi, Di Maria, Cavani e Verratti non sarebbe proprio malaccio, ma la decisione di Max è di riprendere fiato e privilegiare gli affetti.
Per questo motivo, anche Tottenham e Manchester United, altri due club che passano un momento difficile, dopo aver pensato al tecnico livornese sembrano aver rinfoderato le armi, concedendo a Pochettino e Solskjaer una prova d’appello per poi, eventualmente, pescare nel mercato britannico. Ma Max, d’altra parte, cdi ha abituato anche a decisioni repentine, sorprendenti. In pochi si aspettavano il divorzio con la Juve dopo cinque scudetti consecutivi, impresa che resterà scolpita negli annali: dunque, non ci sarebbe da meravigliarsi se prevalesse la voglia di riprovarci. Vedremo. —
G.B.
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