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CICLISMO: I MONDIALI 

Ganna il predestinato Super bronzo nella crono Dietro ai mostri c’è l’azzurro

Antonio Simeoli
Ganna il predestinato Super bronzo nella crono Dietro ai mostri c’è l’azzurro

A 23 anni entra nel gotha della specialità: lo hanno battuto solo il campionissimo Dennis e il fenomeno Evenepoel «E adesso punto alle Olimpiadi»

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Tre vincitori in una crono. Ovviamente partiamo dal terzo, Filippo Ganna, piemontese di 23 anni. Ha vinto due volte il Mondiale dell’inseguimento e ieri è entrato ufficialmente anche nella ristretta èlite mondiale delle gare contro il tempo.

Perché ieri ad Harrogate nello Yorkshire, regione per un giorno risparmiata dalla pioggia, era in programma una lunghissima prova contro il tempo. 55 chilometri, tutt’altro che piatti ma con un continuo su e giù per un totale di settecento metri di dislivello. Ganna, che corre per il Team Ineos, ha aggredito la strada facendo subito capire ai rivali che avrebbe voluto essere la sorpresa del podio.

Ha battuto fior di specialisti: il recordman dell’ora, il belga Campenaerts, il (deludente) fresco re della Vuelta Primoz Roglic. E poi Dowsett, Oliveira, Martin. Nulla ha potuto contro due fenomeni assoluti come il vincitore “cavallo pazzo” Rohan Dennis e l’astro nascente del ciclismo mondiale il belga Remco “Eddy” Evenepoel.

Sì, il diciannovenne ex calciatore è l’altro vincitore di giornata. Scomodare Merckx è pericoloso e forse pure blasfemo, ma questo ragazzo è un campione. Ha vinto il Giro del Belgio, ha dominato il Classico di San Sebastian in agosto, si è presentato al Mondiale (che un anno fa aveva dominato tra gli juniores), dichiarando che avrebbe puntato a un posto nella top-five. Ha fatto di più finendo a “solo 1’08” dall’australiano campione del mondo uscente e staccando Ganna, 4 anni di più, di quasi 50”. Insomma, un predestinato, da tenere d’occhio anche domenica quando andrà in scena la prova più attesa, il Mondiale in linea. Infine, Dennis. Il 18 luglio aveva abbandonato di punto in bianco il Tour dopo un furibondo litigio con la Bahrain-Merida il team che gli paga lo stipendio e con cui è ai ferri corti. Non gareggiava da quel giorno. Lo ha fatto ieri a quasi 50 di media con una bici dal marchio occultato ma non della sua squadra: apriti cielo. Felice moglie e piccolo in maglia australiana all’arrivo. Strafelice “turbo” Ganna: «Un bronzo meraviglioso, mi faceva paura la distanza, ma ho retto alla grande. E ora sotto con le Olimpiadi. Correrà quartetto in pista e, da ieri ne è sicuro, anche la crono su strada. —



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