Sicurezza
Pjanic asciuga le lacrime alla vedova Ronaldo
Nella notte di Balotelli la Juve soffre ancora molto ma trova i tre punti con il bosniaco e un autogol. Ma il gioco....
BRESCIA. Un inizio da brividi, ma poi la Juventus con un po’ di fortuna, con la qualità dei suoi big, ma anche con trame che in qualche modo cominciano a delinearsi, batte il Brescia al “Rigamonti” e riconquista la vetta della classifica in attesa delle partite di oggi.
C’è Mancini in tribuna, c’è Balotelli in campo dal primo minuto: vecchi sodalizi che, chissà, potrebbero tornare di moda. Mario è l’attrazione della serata fin dal riscaldamento, la gente è tutta per lui, che serissimo e concentrato non fa una piega. Sarri mette Ramsey appene dietro alla coppia in HD, Higuain e Dybala, che si riforma dopo tanto tempo. E dopo tantissimo tempo in campo non c’è Ronaldo, a casa per un affaticamento muscolare.
Giusto il tempo di sistemarsi in campo e incrociare le prime schermaglie e il Brescia al primo tentativo va in gol. È Tonali che avvia l’azione, Romulo si libera fra le linee e allarga su Donnarumma che appena dentro l’area calcia con potenza e piega le mani a Szczesny, non impeccabile.
La Juve incassa il quinto gol in campionato, ma prova subito a reagire con Rabiot (9’), Higuain (11’), poi anche con Khedira (16’) ma senza precisione. Intanto si blocca Danilo per guai muscolari e Sarri dopo solo 19 minuti deve fare la prima sostituzione: entra Cuadrado. La Juve insiste in avanti, ma il Brescia riparte veloce ogni volta che può, ed è Balotelli a sfiorare il raddoppio al 29’ con un missile su calcio di punizione: questa volta Szczesny è provvidenziale.
Il pareggio juventino arriva al 40’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Dybala: sulla palla tagliata si avventano in tanti, ma è il tocco sfortunato di Chancellor a infilare la porta di Joronen. C’è ancora il tempo per un “giallo” pesante a Bonucci, poi la prima frazione si chiude su un sostanziale equilibrio.
Tornano in campo gli stessi 22. Le squadre nei primi minuti sono cortissime e faticano a trovare spazi. La Juve si affida ai lanci lunghi di Bonucci e proprio su uno di questi al 53’ Dybala e Higuain arrivano a battere da distanza ravvicinata: Joronen salva nel caos. Un minuto dopo è Chancellor a ribattere sulla linea una conclusione al volo di Rabiot. Anche de Ligt si becca un “giallo” pericoloso, ma intanto la Juve cresce, anche se a folate.
Il Brescia sembra stanco e ora ha difficoltà a ripartire. Si arriva così al 63’ e al vantaggio juventino: Dybala spara sulla barriera un calcio di punizione dal limite, sulla ribattuta Pjanic scaglia un missile a pelo d’erba e per Joronen non c’è scampo.
Col vantaggio acquisito e il Brescia un po’ sulle gambe, la squadra di Sarri mostra di avere la partita in pugno e si affida a un prolungato possesso palla alla ricerca paziente del terzo gol. Il Brescia ci prova più con orgoglio che lucidità, Szczesny è decisivo su Martella al 78’. Poi la Juve gestisce fino alla fine. —
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