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OriOra Pistoia all’esordio con sconfitta a Trento (88-75)

Elisa Pacini
OriOra Pistoia all’esordio con sconfitta a Trento (88-75)

BiancorossI sottotono non riescono a rintuzzare gli attacchi dei locali quando la partita si fa più calda e delicata

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TRENTO. Non ti fidar della luna a Mezzanotte, canta una vecchia canzone. Ed in effetti James Blackmon, la luna nera (traduzione letterale del cognome del trascinatore trentino) della Dolomiti è spuntata- come un anno fa esatto alla prima giornata anche se aveva la maglia di Pesaro- ad oscurare l'OriOra, rendendo molto amaro il debutto del nuovo corso targato Michele Carrea.

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Un'OriOra rimaneggiata per l'assenza di Angus Brandt sotto i tabelloni, trafitta su un campo che rimane tabù come quello del PalaTrento dall'emergente lungo di casa, Andrea Mezzanotte decisivo nel primo strappo di casa prima di un intervallo in cui la buona Pistoia del primo tempo è rimasta negli spogliatoi. La sesta vittoria filata di Trento contro i biancorossi, ha confermato la maggiore caratura dell'ambiziosa squadra bianconera anch'essa all'inizio di un nuovo ciclo (targato Nicola Brienza) e purtroppo quella discontinuità nell'arco del match mostrata dall'OriOra in precampionato. Discontinuità emersa in un secondo quarto horror, in cui la squadra si è disunita in attacco ma soprattutto in una difesa. Il primo canestro della nuova stagione OriOra è di Salumu, che è sembrato voler di colpo rispondere ai punti interrogativi lasciati nel suo precampionato con un ottimo primo quarto da 9 punti. Le sue giocate insieme alle tre bombe firmate Landi, Petteway, Johnson tengono Pistoia attaccata ad una Trento che fa subito male con la specialità della casa in una transizione esaltata da Blackmon (7 punti e 2 triplone nei primi 10’). 19 pari alla prima sirena, con Pistoia che ha mascherato bene l’inferiorità sottocanestro per l’energia messa ora da Landi ora da Wheatle che si avventa su tanti rimbalzi, sprecati però dalle pessime percentuali biancorosse. Il roccioso Knox e il giovanissimo Mezzanotte smascherano l’OriOra bonsai: dalle “vette” della Dolomiti arrivano 20 dei 25 punti di casa in una secondo quarto in cui Pistoia non solo rimane in scia dell’Aquila (mettendo anche il naso avanti) ma partecipando allo spettacolo pre intervallo. Alla perla del 2 metri e 4 trentino che va in contropiede con l’eleganza di Roberto Bolle, si passa la palla dietro la schiena e segna con un semigancio il 27- 24, risponde la mano calda di Terran Petteway.

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Tre le triple dell’anarchico esterno biancorosso, due quelle di Mezzanotte nel pirotecnico 35- 36 a due minuti dal riposo. Due minuti, forse anche meno fatali a Pistoia, che in difesa si dimentica il prospetto azzurro prima che D’Ercole ( fallo evitabile) mandi Blackmon in lunetta con tre liberi per il primo minibreak della gara con Trento avanti 44- 37 dopo il primo tempo. Al rientro in campo è Landi a suonare la carica e rispondere (con la buona mano da tre, meno in difesa) alla crescita del KKK, intenso come Knox e King Klan. Sono loro a spingere Trento alla doppia cifra di vantaggio (57- 47) mandando Pistoia fuori gara, supportati dal solito Blackmon e da un vecchio Carneade biancorosso fin dai tempi della Legadue, ovvero Toto Forray da Buenos Aires. Pistoia non fa più canestro e- soprattutto- si ferma in difesa così che la Dolimiti svetta fino a +15, andando all’ultimo quarto sul 68- 54. Ti aspetti una reazione, la voglia di rialzarsi dopo aver subito uno schiaffone. Invece l’OriOra, corta di rotazioni ma anche di idee vista la serata no di Zabian Dowdell ma anche di Della Rosa e D’Ercole che si sono alternati in regia, è soprattutto mentalmente già uscita di scena. Per Trento muove il tabellino anche l’acciaccato ex Mian, seguito dall’ennesima tripla di Blackmon e dal canestro di Knox su cui Quarisa fa pure fallo. 11- 0, 79- 54 Dolomiti che ritrova in campo anche il convalescente Davide Pascolo. Brienza lo manda in campo per riprendere confidenza col parquet visto il vantaggio rassicurante e soprattutto la latitanza dell’avversario. L’OriOra ha un sussulto l’unico del secondo tempo, provando ad alleggerire la zavorra e rispondendo con uno 0- 10 dei redivivi Petteway, Dowdell e Salumu (79- 64) ma è un fuoco di paglia. —
 

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