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RUGBY: MONDIALI 

O’Shea revolution Il ct ne cambia 10 contro i canadesi

Alessandro Cecioni
Il ct azzurro Conor o’Shea
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Il ct azzurro Conor o’Shea

Fuori anche il capitano Parisse «Rientrerà contro il Sudafrica» Dentro Braley, Minozzi regista «Non sarà un match semplice, ma troppe critiche sono ingiuste» 

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Dieci cambi nel XV iniziale dell’Italia che domani (diretta su Rai2 alle 9,45) affronta il Canada nella seconda partita della Coppa del mondo. Salta agli occhi l’assenza di Sergio Parisse, capitano azzurro. «Fosse stato per lui avrebbe giocato anche con il Canada, ma sta a noi gestire i giocatori in vista della sfida con il Sud Africa.

Questa che mettiamo in campo è la migliore squadra che abbiamo, con molti giocatori in grado di portare la palla. Ci sono due partite in quattro giorni e dobbiamo dosare gli sforzi», dice Conor O’Shea, ct azzurro. Coraggiosa la scelta di tenere fuori Parisse. Anche perché se dai un’occhiata alla formazione ti rendi conto che quella contro il Canada, soprattutto nella spina dorsale, 2, 8, 9, 10, 15, potrebbe essere la squadra del futuro. O’Shea non cambia solo la terza linea, cambia la mediana mettendo finalmente Braley al fianco di Allan e dietro va Minozzi a fare il regista da estremo. Sornione il ct azzurro fa una piccola rivoluzione mascherata da turnover, magari ha colto dei segnali nello spogliatoio, forse ha chiesto lumi su alcune piccole sbavature durante l’incontro con la Namibia. Forse qualcuno gli ha fatto notare che il cambio generazionale non è solo una questione di date di nascita, ma di approccio, che la leadership si costruisce solo sul numero di cap.

La terza linea che affronta il Canada è quella ideale con Steyn 8, Polledri 7 e Negri 6. Ci saranno dei cambi programmati, Mbandà dovrebbe sostituire Polledri.

«Tutti verranno cambiati, i tempi saranno calibrati sull’andamento della partita. Vogliamo vincere queste due gare, ma non sarà semplice perché il Canada non è la Namibia», dice ancora O’Shea. Poi il ct torna sulla partita d’esordio, togliendosi qualche spina. «E’ facile criticare, ma vorrei far notare che se fai sette mete e ne sprechi altrettante hai creato le occasioni per farlo. Mi pare che alcuni critichino solo guardando gli highlights. Certo anche io sono stato deluso per certe cose accadute durante l’incontro, ma c’erano anche 17 esordienti al mondiale su 23 giocatori.

Non crediate che l’emozione non si faccia sentire». Ma davvero l’emozione può giocare brutti scherzi a un rugbysta? «Mi è venuta la pelle d’oca durante la cerimonia inaugurale», dice David Sisi, nonno dell’Abetone, che una Coppa del mondo, Under 20, l’ha vinta con l’Inghilterra. Gli azzurri hanno visto molte partite.

«A me il giocatore che mi ha colpito di più è Etzebeth, seconda linea sudafricana – dice ancora Sisi – pensare che ci giocherò contro mi dà una carica incredibile». Intanto c’è il Canada e bisogna vincere con il punto di bonus.

Questa la formazione degli azzurri contro il Canada: 15 Minozzi, 14 Benvenuti, 13 Campagnaro, 12 Hayward, 11 Bisegni, 10 Allan, 9 Braley, 8 Steyn, 7 Polledri, 6 Negri, 5 Budd (capitano), 4 Sisi, 3 Ferrari, 2 Bigi, 1 Lovotti. In panchina: 16 Zani, 17 Quaglio, 18 Riccioni, 19 Ruzza, 20 Mbanda, 21 Palazzani, 22 Canna, 23 Bellini. —

 

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