Sicurezza
Amarissima Zagabria per il debutto storico della banda del Gasp
Grande primo tempo della Dinamo che stende subito un’Atalanta contratta, lenta e prevedibile: tripletta di Orsic
ZAGABRIA. Sarà l’emozione del debutto, sarà la carica che il Maksimir dà ai croati, sarà che un migliaio di tifosi bergamaschi arrivano allo stadio solo a metà del primo tempo, bloccati dai lunghi controlli alla frontiera. Fatto è che l’Atalanta parte male e chiude peggio il primo tempo. Nella ripresa non arriva l’auspicata riscossa, e la prima in Champions dei bergamaschi si chiude con un pesante 4-0 al passivo.
La Dinamo, trascinata dalla vèrve dei 21 anni del gioiellino spagnolo Dani Olmo, parte forte ed è subito pericolosa soprattutto sulla fascia sinistra. Il gol del vantaggio però arriva da destra: al 10’ assist di Stojanovic che taglia fuori tutta la difesa atalantina e Leovac insacca comodamente. L’Atalanta sembra potersi riorganizzare, ma non è mai pericolosa. La Dinamo parte a folate e su una di queste al 31’ raddoppia: assist da sinistra dell’ottimo Leovac e Orsic fredda Gollini dall’altezza del dischetto. La squadra di Gasperini ora è in bambola e arriva anche il terzo gol dei croati, al 41’ è ancora Orsic a segnare, questa volta di testa su torre di Ademi. Il primo tiro in porta dell’Atalanta è di Gomez al 45+3’: Livakovic para.
Gasperini cerca di scuotere i suoi ed a inizio ripresa mette dentro Pasalic e Malinovskyi per Freuler e Masiello. L’Atalanta dà qualche segnale di ripresa, ma niente di più e su una banale azione di alleggerimento al 68’ arriva il poker dei croati: è ancora Orsic a punire la sbadata e immobile difesa bergamasca.
La partita è andata e la squadra di Gasperini cerca comunque di aggrapparsi almeno all’orgoglio. Al 73’ Zapata batte a botta sicura, ma Livakovic si guadagna applausi con una parata quasi miracolosa. Cinque minuti dopo ci prova Gosens di testa: alto di poco. Sotto finale tenta ancora Zapata, ma senza fortuna. Si vede che per la Dea non è serata. —
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