Finanza
Sarri in ritardo, Conte già padrone
Sensazioni opposte, in questo avvio di campionato, per le due squadre probabilmente destinate a giocarsi lo scudetto. L'Inter stupisce per la rapidità con cui somiglia al suo allenatore, la Juve sorprende per il ritardo nell'adattarsi alla filosofia del nuovo tecnico. Al di là del calendario, più duro per i bianconeri, il campo ha mostrato l'incredibile evoluzione dei nerazzurri. Se meraviglia il poco tempo necessario per una rivoluzione - peraltro ancora all'inizio - lo stesso non si può dire per la sostanza: Conte è un animale da combattimento, capace di trasmettere una forte carica agonistica, oltre che idee estremamente pragmatiche sul piano del gioco.
Un allenatore che non concede niente a nessuno: né ai suoi in allenamento, né agli avversari in partita. Ha una storia che parla per lui: per ogni squadra che ha preso - vale anche per la Nazionale - è stato capace di alzarne il valore in modo esponenziale. Forse in pochi si aspettavano l'Inter a punteggio pieno, ma la filosofia del lavoro paga, e pagherà per tutta la stagione. La Juve, al contrario, pur avendo uno score di tutto rispetto, sta dimostrando confusione tattica, mancanza di gioco, paurosi vuoti difensivi e una mediana incapace di imbastire azioni - salvo i 60 minuti di carica emotiva contro il Napoli - con gli attaccanti in attesa di palle giocabili che non arrivano. Un avvio poco convincente per la Vecchia Signora.
Il caldo, l'esaurimento delle sostituzioni, la pausa con tanti giocatori impegnati in nazionale, sono scusanti che non reggono, anche perché valgono pure per le altre squadre. La vera causa è piuttosto la mancanza di Sarri sul campo. Occorre pazienza, anche solo per vedere se il tecnico saprà imporre i suoi concetti di gioco a giocatori di altissimo livello e una rosa ricca da far spavento.
L'impressione, comunque, è che sarà una corsa a due, con il Napoli a fare da "terzo incomodo", e vedremo a quale distanza. Chiusura con l'uomo-copertina di questa giornata: Franck Ribéry, alla prima da titolare, ha stupito tutti non tanto per la sua classe innata, quanto per l'umiltà, l'abnegazione e anche la forza fisica che ha messo sul terreno di gioco. Quel recupero su Ronaldo a tutto campo resta una cartolina preziosa, e benaugurate, per la Fiorentina e i suoi tifosi. —
(a cura di Giorgio Carlini)
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