Sicurezza
Il Primoz trionfo dell’ex saltatore Con Roglic la Vuelta parla sloveno
MADRID. Primoz Roglic ha ufficialmente vinto la Vuelta di Spagna 2019. Il corridore sloveno, il più regolare in salita dopo aver staccato i rivali nella prova a cronometro, ha conservato la maglia rossa anche al termine dell’ultima tappa, la passerella da Fuenlabrada a Madrid, vinta in volata da Fabio Jakobsen. Per il capitano del team Jumbo-Visma si tratta del primo trionfo in un grande giro.
Nell’ultima frazione il corridore olandese, al secondo successo in questa Vuelta, ha preceduto l’irlandese Sam Bennett (Bora-Hansgrohe) e il polacco Szymon Sajnok (CCC Team). Sul podio insieme a Roglic, che ha conquistato anche la maglia verde della classifica a punti, salgono Alejandro Valverde, staccato 2’16” e un altro sloveno, Tadej Pogacar, terzo a 2’38” e miglior giovane della corsa spagnola. Delusi i due colombiani Nairo Quintana e Miguel Angel Lopez, giù dal podio e rispettivamente quarto e quinto a 3’29 e 4’31 dal vincitore. Il premio della combattività è andato proprio al capitano dell’Astana, mentre la classifica come miglior scalatore premia il francese Geoffrey Bouchard.
Lo sloveno che, già all’ultimo Giro d’Italia, aveva provato a imporre la propria legge non è un predestinato, ma solo un ex saltatore con gli sci che, a causa di un grave infortunio patito sulla neve, si è dato al ciclismo, per recuperare il tono muscolare. La bici, però, col tempo è divenuta la sua nuova compagna fino a portarlo sulla vetta di una grande corsa a tappe. Quarto al Tour dell’anno scorso, Roglic quest’anno al Giro ha fatto il diavolo a quattro, duellando a lungo con Vincenzo Nibali e facendosi beffare – come del resto è accaduto al siciliano – dall’ecuadoriano Richard Carapaz. Un’occasione sprecata, riconducibile anche a un calo fisico che, in questa Vuelta, non c’è stato. —
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