Il lutto
Il Milan ritrova Piatek e vince a Verona ma per Giampaolo i dubbi sono tanti
I rossoneri faticano a lungo contro l’Hellas in dieci, poi serve un rigore per sbloccare la gara. E sabato c’è il derby
VERONA. Servono un’espulsione e un rigore per svegliare un Milan ancora lontano da una buona condizione. Nel primo tempo la squadra di Giampaolo non tira mai in porta. Meglio nella ripresa, con il rigore di Piatek.
Giampaolo ripropone il tridente ibrido provato in allenamento, con Suso e Paquetà dietro a Piatek. A centrocampo c'è Biglia (panchina per Bennacer). Dall’altra parte Juric sceglie il 3-4-2-1 con Stepinski supportato da Verre e Zaccagni. La gara non decolla per almeno un quarto d’ora, poi d’improvviso cambia. Stepinski viene ammonito per un piede alto sul volto di Musacchio, ma Orsato dal Var richiama Manganiello che trasforma il cartellino in rosso: Verona in 10 (21’). Così il Milan prova ad alzare il baricentro e il Verona è costretto a chiudersi. Eppure la prima vera occasione è dei padroni di casa: grande stop di Verre, che poi però spara alto (28’). Il Milan, invece, chiude il tempo senza tirare in porta. Così a inizio ripresa Giampaolo si gioca la carta Ante Rebic, togliendo Paquetà.
Ripresa con il Milan che attacca a testa bassa, ma la manovra non lo assiste. Una grossa occasione arriva, infatti, con un tiro da fuori, Calabria centra il palo (58’). E subito dopo (60’) il palo lo centra il Verona, ancora con Verre, uno dei migliori. La gara cambia ancora al 66’. Rigore per il Milan per un braccio troppo largo di Gunter su tiro di Calhanoglu: Piatek trasforma (68’) e mima “silenzio” col dito alla telecamera. Juric tenta le ultime mosse inserendo Di Carmine e Tutino, ora la squadra è più offensiva, ma il Milan controlla, trovando anche la seconda rete, ancora con Piatek in scivolata, ma il Var dice che è fallo sul portiere. Per Giampaolo è una bombola d’ossigeno. E sabato c’è il derby. —
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