Gioco
14 minuti di recupero a Parma, 10 a Brescia E’ stata una domenica “dominata” dal Var
PARMA. Dodici minuti di recupero al Tardini in Parma-Cagliari, finita 3-1 per gli ospiti. Tutto succede dopo un rigore prima assegnato nel finale al Parma e poi revocato al termine di un lunghissimo check con il Var da parte dell'arbitro Pasqua. Il recupero poi aumenta ancora quando l'arbitro ha annullato il 4-1 di Joao Pedro del Cagliari, ravvisando un fallo dell'attaccante. Il primo episodio incriminato all'87': un tocco di mano di Klavan in un contrasto con Cornelius, nell'area del Cagliari.
Prima il direttore di gara ha assegnato il penalty, poi è rimasto a lungo in contatto con il Var e infine è andato a rivedere l'azione, giudicando evidentemente regolare il tocco.
Poi al 95' la rete di Joao Pedro, inizialmente convalidata e poi annullata dopo aver rivisto l'azione, e giudicando falloso l'intervento del rossoblù su Gagliolo.
Dieci minuti di recupero a Brescia, tredici complessivi a Ferrara tra Spal e Lazio, otto a Marassi tra Genoa ed Atalanta, otto a Roma: è stata la giornata dei prolungamenti-record: “colpa” delle soste obbligate per i cooling break causati dal caldo asfissiante di questo strano settembre, ma anche del ricorso, a volte esasperato, al Var: ogni decisione dell’arbitro ormai viene vivisezionata dallo strumento elettronico, e la conseguenza sono le soste nel gioco che poi devono essere recuperate nel finale: le partite si allungano sempre più pericolosamente verso i cento minuti di gioco. —
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