Sicurezza
L’altra impresa è della Francia, Usa ko
I transalpini conquistano la semifinale con l’Argentina. Per gli americani, senza stelle, la delusione è forte
Dongguan (cina). Tutto è iniziato il 24 agosto 2019: la nazionale di basket dell'Australia batte quella Usa 98-94. La prima sconfitta per gli americani dopo 78 vittorie consecutive, 13 anni e 58 partite consecutive senza sconfitte in gare ufficiali. Un ko inatteso che denunciava la pessima preparazione della nazionale in vista del mondiale cinese, che aveva messo in allarme gli addetti ai lavori.
Un timore che si è concretizzato ieri, con gli Usa che dopo 13 anni, due mondiali e tre olimpiadi consecutivi vinti, escono ai quarti di finale del mondiale di Cina per mano della Francia e, per la prima volta dal 2002, non raggiungono neppure le semifinali del torneo iridato.
Una sconfitta durissima per gli Stati Uniti, con il punteggio di 89-79. Non basta un Mitchell in formato hero ball, per gli Stati Uniti è finita nel peggiore dei modi: difesa inconsistente e scarsa organizzazione in attacco. Un fiasco che fa male e che arriva al termine di mesi piuttosto travagliati: numerose superstar Nba hanno deciso di rinunciare alla convocazione, sconfitta contro l'Australia in amichevole, partite poco convincenti di inizio Mondiale e fallimento sfiorato contro la Turchia.
Il ko di ieri giunge dopo 13 anni di trionfi a stelle e strisce iniziati dalla vittoria nella finalina per terzo e quarto posto con l'Argentina ai Mondiali del Giappone. Una consolazione seguita a una grossa delusione: la sconfitta in semifinale con la Grecia campione d'Europa in carica guidata da Papaloukas, Diamantids e Spanoulis, poi sconfitta in finale dalla Spagna di Pau Gasol. Nonostante la presenza di numerose stelle (Lebron e Melo su tutti), il roster americano non riuscì a restare imbattuto nella competizione. Questa sconfitta arrivò al termine di un'era di crisi per la nazionale considerata imbattibile per eccellenza.
La disfatta al mondiale giapponese fece seguito a quella di Atene 2004, quando a superare Team Usa fu l'Argentina di Ginobili e Scola: la Caporetto del basket americano. Il risultato ottenuto nella rassegna olimpica pesò come un macigno sulla Federazione di basket Usa, che si vide sfuggire la medaglia d'oro, a 16 anni dalla delusione di Seul. Prima dei Giochi Olimpici, gli Usa avevano fallito anche ai Mondiali 2002, giocati in casa.
Durante la rassegna iridata la rappresentativa statunitense subì tre sconfitte: con l'Argentina di Ginobili nel girone (prima sconfitta in assoluto di un team Usa con giocatori Nba), con i campioni d'Europa della Jugoslavia (di Divac, Bodiroga e Stojakovi) nella fase ad eliminazione diretta e infine con la Spagna di Gasol nel match valido per il quinto posto. Una totale disfatta. Ma anche nel 1998, dopo l'ebbrezza post-Dream Team, gli americani inviarono in Grecia una selezione di giocatori non all'altezza della situazione. La squadra andò anche al di sopra delle aspettative, chiudendo comunque al terzo posto, battuta dalla Russia in semifinale.
Andando più a ritroso, comincia un'altra era: prima del 1992 gli Usa non potevano schieravano i giocatori Nba in nazionale.
Nel biennio 1988-1990 furono due le sconfitte deludenti di Team Usa: la pesantissima vittoria dell'Urss a Seul 1988 e i Mondiali 1990, dove Alonzo Mourning e compagni furono eliminati dalla Jugoslavia. Queste due sconfitte convinsero gli americani a convocare i fenomeni Nba, aprendo un'altra fase del basket mondiale. L'unica sconfitta olimpica precedente a quella di Seul risale a Monaco 1972, quando l'Urss si impose in una partita molto contestata. Tuttavia, il team Usa ha una tradizione poco lusinghiera nelle competizioni iridate: su 17 partecipazioni, solo 5 volte è arrivato l'oro. A completare il quadro ci sono 3 argenti, 4 bronzi e 5 piazzamenti fuori dal podio. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google