Gioco
Italia, niente esperimenti Blengini: in campo i big, io voglio questo titolo
«Abbiamo ancora fame, sarà un torneo mentalmente duro La formula non mi piace, ma non ci penso: siamo pronti»
Certe estati non dovrebbero finire mai. Quella che sta vivendo la pallavolo maschile azzurra, ad esempio. Il pass olimpico ottenuto al primo colpo. L’oro alle Universiadi e il titolo mondiale Under 19, arrivato dopo 22 anni, e l’argento iridato Under 21. Tanti prospetti interessanti e un’improvvisa abbondanza per un movimento che pareva in crisi. Una bella spinta in più per Gianlorenzo Blengini, ct della Nazionale maggiore che domani debutta all’Europeo ma che guarda già avanti, perfino oltre Tokyo 2020.
Se la ricorda un’estate così vincente, a ogni livello?
«Non faccio confronti. Dico però che è stata molto rilevante e, credetemi, non sorprendente. Perché la progettualità avviata due stagioni fa ci aveva già fatto capire che di ragazzi interessanti ce n’erano eccome. Poi, certo, vincere medaglie giovanili non è mai facile».
E non è nemmeno la cosa più importante, vero?
«Conta, ma tutto è finalizzato a preparare elementi per il massimo livello. Quest’anno in Nations League abbiamo scelto di rischiare, lasciando a riposo i big per dar spazio ai giovani. Il successo nel preolimpico di Bari ci ha dato ragione. Ma se fosse andato male sarebbero arrivate le critiche».
È il duro mestiere del ct. Che ora può lavorare molto più sereno.
«Vero: possiamo programmare al meglio Tokyo. E in questa estate sono emersi elementi che possono ampliare il serbatoio. Specie in un settore come quello degli schiacciatori che tra le prime scelte conta gente che non può durare in eterno».
C’è un Europeo al via, adesso. Dopo il pass olimpico la sua Italia ha ancora fame?
«Il fatto che lo affronti la squadra migliore lo dimostra. Ci sono tutti, compreso Juantorena. Vogliamo fare bene in un torneo lungo e difficile, dove il lavoro più importante sarà a livello mentale».
Giudizio sulla formula a 24 squadre?
«I troppi 3-0 senza storia visti tra le donne non vanno bene. E trovo antisportivo che gli accoppiamenti degli ottavi vengano decisi privilegiando i padroni di casa. Ma a livello internazionale c’è di peggio: la Coppa del Mondo. Comincia il 1º ottobre in Giappone e, se dovessimo meritarci la finale degli Europei del 29 settembre a Parigi, noi rischieremmo addirittura di non arrivare in tempo. Una follia. In Asia vedrete comunque un’Italia diversa: darò spazio a chi ha giocato poco quest’estate». —
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