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Mancini: «La sofferenza? Ce la siamo creata da soli»

Alessandro Bernini
Mancini: «La sofferenza? Ce la siamo creata da soli»

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Ci ha preso gusto il Mancio. E così la sua striscia-record sale a sei vittorie consecutive: mai l’Italia aveva fatto così bene nelle qualificazioni all’Europeo. Ma stavolta in panchina Roberto Mancini si è arrabbiato più di una volta, soprattutto per alcuni errori nei passaggi in uscita e per 2-3 ripartenze concesse alla Finlandia e decisamente evitabili.

Alla fine il ct ritrova il sorriso: «Un po’ di sofferenza c’è stata ma ce la siamo creata da soli. Abbiamo dominato la partita nel primo tempo, poi sull’1-0 per noi c’è stato quel pallone che non dovevamo perdere. Ma è stato un episodio, la reazione è stata immediata e importante. Dico un bravo a tutti, è stata una grande partita».

Italia vincente nonostante i tanti cambi: «Queste partite sono dure, ti fanno migliorare. I cinque cambi hanno fatto benissimo, avere più giocatori da schierare è fondamentale. E poi venire a dominare in trasferta non è facile ma ci siamo riusciti».

I rischi non sono stati tantissimi: «Noi attacchiamo sempre e qualche occasione fuori casa la concedi per forza. Ma il gol è arrivato da una palla persa banale e poi lì hanno preso un po’ di coraggio. La sbandata però è stata di 2-3 minuti, poi abbiamo ripreso in pugno la partita».

E ora la prossima gara contro la Grecia potrebbe regalarci la sicurezza: «Sì, può essere la partita che ci fa qualificare, quindi spero che l’Olimpico di Roma sia pieno di tifosi come a Italia ’90 quando io ero giovane».

È stata anche la serata di Ciro Immobile, che in azzurro non segnava dal 5 settembre 2017: «Era un peso troppo grande per me non fare gol con questa maglia. Si sono dette tante cose in questi due anni ma ero sicuro che sarebbe arrivato il mio momento. Dopo la delusione del mondiale, siamo ripartiti alla grande».

Poi una frecciata: «Intorno a me si cerca sempre di creare un caso, con Mancini non ho mai avuto scontri. Lo scorso anno giocavo male anche con la Lazio, chiaro che non potevo trovare spazio in nazionale». —



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