La manifestazione
«Ma non durerà, tra poco ritornerà la prudenza»
LIVORNO. “Carletto” Muraro negli anni Settanta era una delle seconde punte, lo chiamavano il “Jair bianco” per la sua impressionante velocità, più accreditate del nostro calcio, come ben raccontato dalle quarantanove reti realizzate nella massima serie, con la perla dello scudetto conquistato da protagonista con la casacca dell’Inter. In coppia con “Spillo” Altobelli ha fatto scintille con la maglia nerazzurra.
Dopo le esperienze da allenatore e commentatore televisivo, adesso fa l’osservatore per gli amati colori nerazzurri e, da vecchio bomber, segue con attenzione la svolta offensiva del nostro calcio.
Muraro ha risposto alle nostre domande sull’inizio scoppiettante della serie A.
Sessantacinque reti in due giornate, si tratta di una svolta?
«Ci andrei piano a parlare di cambio epocale, in fin dei conti sono andate in archivio appena 20 delle 380 partite previste dal calendario. È però innegabile che qualcosa si sta muovendo e che sempre più squadre cercano il risultato attraverso il gioco, tanto che molte di esse si sono affidate a tecnici a trazione anteriore. Non è però questo l’unico motivo, il gran numero di reti dipende anche dall’ottima qualità dei nuovi attaccanti calati in Italia, gente che ha il gol nel sangue e trova sempre il modo di piazzare la zampata vincente, penso per esempio a Lukaku, Sanchez e Ribery».
Qualche responsabilità la hanno anche le difese?
«Assolutamente sì, in questi primi 180’ di gioco ho visto degli svarioni incredibili, anche da parte di alcuni tra i migliori difensori del mondo, come Koulibaly che evidentemente risente ancora di una preparazione affrettata. Inoltre le retroguardie devono ancora prendere le misure agli attacchi avversari, per farlo serviranno ancora alcune settimane».
Una ventata di spregiudicatezza la regalano i giovani.
«I giovani hanno fame e portano in campo tutta la loro voglia di affermarsi che si traduce in spregiudicatezza; esempio lampante Sensi, all’ex Sassuolo sono servite poche settimane per diventare il fulcro della manovra nerazzurra».
Questa tendenza continuerà anche nel prossimo futuro?
«Non credo, anche se sarebbe un bene per tutto il movimento, renderebbe i nostri palcoscenici più appetibili sia per gli spettatori sugli spalti che per quelli comodamente seduti sul divano di casa. La mia impressione è che quando i punti inizieranno a farsi pesanti la spregiudicatezza lascerà il posto alla prudenza, ed inevitabilmente la media reti si abbasserà».
A.G.
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