Il dolore
Leclerc, dal Principato a re di Monza. E Andreescu è regina
Il ferrarista resiste agli attacchi di Hamilton, vince e doppia Vettel, la canadese, 19 anni, batte la Williams. Bene l’Italia di Mancini
10. Charles Leclerc (FORMULA UNO). Viene dal Principato di Monaco, ma ieri è stato incoronato re. Re di Monza e nuovo idolo dei tifosi della Ferrari. La vittoria in Belgio la settimana scorsa, e il fantastico bis nel Gp d’Italia (dove la Ferrari non vinceva da nove anni) lanciano Leclerc, 22 anni a ottobre, verso un radioso futuro nel circo della Formula Uno. Intanto doppia in pista il suo capitano Vettel, lo scavalca nella classifica piloti e di fatto gli strappa lo scettro di prima guida del Cavallino.
9. Bianca Andreescu (TENNIS). Ha solo 19 anni, ma talento, coraggio e grinta da vendere. Le sono bastati due set per battere il mito (quasi) intramontabile Serena Williams e aggiudicarsi gli Us Open a Flushing Meadow e diventando al tempo stesso la numero 5 del mondo. Per la giovanissima canadese di origini romene è il primo Major conquistato in carriera, mentre per la Williams è la quarta finale persa da quando è diventata mamma.
8. Roberto Mancini (CALCIO). Ieri contro la Finlandia gli azzurri del Mancio non è che abbiano giocato la partita della vita, ma hanno vinto su un campo difficile mettendo in fila il sesto successo su sei nel girone di qualificazione agli Europei. Un bottino che mette di fatto in ghiaccio la partecipazione alla fase finale. Dopo i disastri di Ventura, vedere un’Italia così fa lustrare gli occhi. Le scelte di Mancini sono giuste anche questa volta. Bene così.
7. Sergio Scariolo (BASKET). Impresa della Spagna guidata dal tecnico bresciano ai mondiali di pallacanestro in corso a Pechino. Grazie a una difesa ermeticamente sigillata, la Spagna infligge una pesante sconfitta alla favoritissima Serbia e nei quarti va a incontrare l’abbordabile Polonia. E soprattutto il successo inatteso della Spagna spinge la Serbia (che nei quarti trova l’Argentina) nella parte del tabellone dove c’è la corazzata Stati Uniti.
6. Azzurre del volley (PALLAVOLO). Una medaglia di bronzo non è poi così male a consuntivo di un campionato europeo. Certo, le ragazze azzurre della pallavolo ci avevano fatto sognare qualcosa di più arrivando a giocarsi la semifinale contro la forte Serbia campione del mondo. In finale ci è andata la nazionale serba, e ha vinto l’oro. Le ragazze del ct Mazzanti però ieri si sono almeno in parte riscattate, battendo 3-0 la Polonia nella finalina per il terzo posto.
5. Azzurri del basket (PALLACANESTRO). Con una sofferta e non banale vittoria contro Portorico, gli azzurri del basket chiudono la loro avventura mondiale mostrando segnali di reazione dopo le amare sconfitte contro Serbia e Spagna che hanno infranto i loro sogni di gloria. Un bilancio in chiaro-scuro segnato dal rammarico di non aver centrato i quarti di finale, ma anche con l'iniezione di fiducia di un preolimpico che lascia ancora aperte le porte per la qualificazione ai Giochi di Tokyo 2020.
4. Italiani alla Vuelta (CICLISMO). È buio profondo per la pattuglia di ciclisti italiani impegnati nella Vuelta in Spagna. Una partecipazione che probabilmente fa segnare il record negativo di tutti i tempi. Formolo si è infortunato quasi subito, Aru prima di ritirarsi è andato davvero pianissimo. Dopo 15 tappe, il migliore azzurro in classifica generale è Brambilla: 35° con un ritardo di un’ora e sei minuti dalla maglia rossa Roglic. La Vuelta si concluderà il 15 a Madrid.
3. Lewis Hamilton (FORMULA UNO). Quasi sicuramente a fine stagione si fregerà del suo sesto titolo mondiale, ma ieri a Monza ha mangiato la polvere, anzi i gas di scarico, della Ferrari di Leclerc per tutti e 53 i giri del Gp d’Italia. “Cannibale” Hamilton, dopo essere stato beffato in qualifica come gli altri big, ci ha provato 5 volte in gara a superare il ragazzo del Cavallino Rampante: sempre rintuzzato con bravura e faccia tosta. Lewis alla fine si arrende, molla anche la seconda piazza, e si lamenta con i giudici.
2. Stade de France (CALCIO). Che figura! L’organizzazione dello Stade de France, a Parigi, l’ha combinata davvero grossa. Partita Francia-Albania, qualificazioni agli Europei di calcio; squadre schierate per gli inni nazionali; ma dagli altoparlanti risuonano note sconosciute. Non è l’inno dell’Albania, ma quello di Andorra. Poi c’è la Marsigliese. I giocatori albanesi protestano, vogliono il loro inno. Lo speaker dello stadio completa la frittata: «L’inno dell’Armenia - dice - sarà subito suonato».
1. Sebastian Vettel (FORMULA UNO). La sensazione è che il pilota tedesco, quattro volte campione del mondo, sia ormai alla frutta. Di errori e sciocchezze in questa stagione ne ha già collezionati parecchi, molti dei quali decisivi (in negativo) per l’esito delle gare. Ma ieri sul circuito di Monza ha fatto anche di peggio: prima va in testa-coda come un novellino, poi rientra pericolosamente in pista danneggiando altri piloti, si prende dieci secondi di penalizzazione, viene doppiato e chiude con un anonimo 13° posto.
0. Ultras della Fiorentina (CALCIO). Contro la stupidità neanche gli dei possono nulla. Non è nemmeno il caso di disturbare Schiller per una cretinata collettiva (e reiterata negli anni) di alcuni che, io tifoso viola, non voglio nemmeno pensare che possano essere associati alla mia squadra del cuore. Durante la tradizionale festa dei club della curva Fiesole, sabato sotto gli spalti del Franchi, alcuni idioti hanno inneggiato slogan anti-Juve e contro le vittime dell’Hyesel. E si sono fatti anche riprendere in un video.
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