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L’Italia vince con un rigorino ma torna bella

Antonio Simeoli
L’Italia vince con un rigorino ma torna bella

Tante occasioni nel primo tempo, nella ripresa Immobile gol La Finlandia pareggia con un regalo azzurro, poi il penalty

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Aspettiamo i ragazzi di Mancini a scalate più impervie. La Francia, la Germania, la Spagna. La prossima estate agli Europei, che si giocheranno anche in Italia, si vedrà se hanno già la garra per giocarsela con le grandi fino in fondo. Sì, perché la vittoria di ieri sera in Finlandia avvicina a una sola vittoria la qualificazione (in ottobre arriva la Grecia in Italia potrebbe essere l’ora “X”), conforta sulla prova degli azzurri e lascia solo qualche punto interrogativo per le ingenuità che avevano consentito ai padroni di casa il momentaneo pareggio.

Pronti via e si capiscono presto le intenzioni dei finlandesi. Tutti dietro con cinque difensori, anziché i soliti quattro, e via a cercare di partire come fionde per innescare il goleador Pukki, uno che in avvio di Premier ha dimostrato di avere la mira buona. Come al 5’, il bomber scatta dalla sua metà campo, Palmieri è rapidissimo a chiudere, ma lo scatto gli costa caro. Esce per infortunio e lo sostituisce Florenzi. L’Italia però non è la bella addormentata vista all’inizio in Armenia e questo conforta. La beata gioventù di Mancini, Chiesa, Pellegrini, Barella (bello il suo finale), Sensi, subito nel vivo della manovra, recita il canovaccio giusto. Della serie: serve personalità sennò torni da Tampere, uno dei tempi dello sci di fondo in Finlandia, con le ossa rotte. E prova ad aggirare il bunker con intelligenza. Si capisce subito che in questo a destra la velocità di Chiesa sarà fondamentale. Se non fosse per una sanguinosa palla persa di Jorginho al 24’, è l’Italia che fa paura alla Finlandia: al 26’ con un destro al volo di Sensi, che costringe il portiere a una paratona, poi con Barella, quindi con un tiro di Immobile; e ancora al 41’ con una girata in mischia a botta sicura di Acerbi sventata in extremis da un difensore oppure poco dopo con un siluro di Sensi (il migliore) finito a lato di poco. L’Italia va in spogliatoio a metà partita col grande rammarico di non aver segnato uno o più gol e senza aver subìto un granché. Decisamente altra musica rispetto ad Erevan, anche perché la Finlandia è altra cosa rispetto agli armeni. Altra cosa, anche se non si tratta di una big del calcio per carità. Ecco, quando Sensi, Barella e gli altri alzeranno la cresta pure con quelle si potrà finalmente dire che è arrivata l’alba dopo la lunga notte dell’Ital(s)Ventura e dintorni. È soddisfatto dei suoi Mancini all’intervallo, niente urli e rimbrotti come giovedì sera in Armenia.

Anche se alla ripresa del gioco i finlandesi provano un poco a cambiare marcia, è l’Italia al 7’ con Pellegrini a reclamare un rigore (che non c’era). Poi arriva la svolta. È il 14’: cross col contagiri di Chiesa dalla destra e Immobile che spezza l’incantesimo, che lo vede da tempo a digiuno in azzurro, con un preciso colpo di testa.

A Mancini non basta. Meglio cercare di chiudere i conti pensa. E ha ragione. Infatti Sensi macchia la sua bella prima ora di gioco con un ingenuo fallo da rigore sul solito Pukki. Così a 18’ dalla fine il bomber del Norwich con un siluro dal dischetto ristabilisce la parità mandando in estasi i vichinghi in tribuna.

Ecco perché Mancini quando aveva visto i suoi non approfittare del vantaggio e arretrare di fronte agli avversari aveva subito sentito puzza di bruciato. Si gioca così le carte Belotti e Bernardeschi, che subito sfiora il gol su punizione. E viene premiato con la rete del sorpasso che arriva grazie a un generoso rigore concesso dall’arbitro per un fallo di mano e trasformato 34’ da Jorginho. Anche Mancini allora capisce che è meglio mettersi dietro e tenere a bada gli assalti della “Kukkiband”. Altre ingenuità non arrivano. Beata gioventù, mette la sesta vittoria di fila. In attesa di scalate più dure. —





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