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ALLA LARGA DA PINDARI E ADORANTI
Sì, era la Finlandia, squadra mai stata a un Mondiale o a un Europeo. Ma in un momento così può far bene anche una vittoria al cospetto di una modesta nazionale numero 57 del ranking.
Non per l’obiettivo finale in sé: anche una sconfitta non avrebbe certo pregiudicato l’accesso alla fase finale di Euro 2020. In un girone dove gli avversari di ieri erano la seconda forza, per gli azzurri i veri orizzonti sono altri. Quelli rappresentati dalla crescita di una squadra che può vivere questa fase nella serenità di sfide senza troppe trappole. Insomma, si può crescere e anche sbagliare tanto come in Armenia, purché si sappiano cogliere i segnali, soprattutto quelli negativi.
Il ct Roberto Mancini da tempo guarda più avanti, sta costruendo una squadra da portare al Mondiale 2022 e considera Euro 2020 una tappa di passaggio, perché non ci sono giocatori pronti a oggi per fare la differenza ma si possono costruire. Molti dei ragazzi più giovani della rosa hanno assaggiato le grandi sfide prima in azzurro e dopo con i club, alcuni giocano in campo internazionale solo con l’azzurro indosso.
Al prossimo giro, sabato 12 ottobre a Roma con la Grecia, può già arrivare la certezza matematica della qualificazione. Un incentivo in più con gli esperimenti, con l’obiettivo di partire sempre dalla qualità del gioco. Anche e soprattutto quando arriveranno le squadre vere: contro la Polonia e anche con il Portogallo in Nations League abbiamo avuto più di un segnale incoraggiante. L’Italia non è ancora tornata una squadra da primissima fascia, sta costruendo un avvenire dal glorioso sapore del passato. Tenersi alla larga dalle valanghe di complimenti di Congreghe dei Pindari e Tribù degli Adoranti sarà un altro compito di Mancini e degli allenatori di club al ritorno alla base di questi ragazzi in fase di crescita. Un buon raccolto dipende sempre dalla semina. —
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