Sicurezza
65 gol nelle prime 2 giornate la serie A formato champagne
Una media supersonica di 3,25 reti a partita, seconda in Europa soltanto alla Bundesliga. Se il buongiorno si vede dal mattino, ci sarà da divertirsi
33 reti nella giornata inaugurale, 32 nell’ultimo week end, la massima serie è partita con il botto; mai come in questa stagione ci sarà da divertirsi a seguire le gesta delle 20 protagoniste. Le premesse per un torneo tutto bollicine non mancano; lo si era capito con la scelta di quasi tutte le società di privilegiare allenatori offensivi, convinti che il risultato si raggiunga attraverso il gioco, creando occasioni con il fraseggio ed il possesso palla, anziché sfruttando quelle concesse dagli errori altrui, come invece fanno i cosiddetti “risultatisti”. Un cambio epocale per il nostro calcio, da sempre legato al karma del “primo non prenderle”, ben rappresentato dalle scelta della Juventus: via la praticità di Allegri, nonostante i cinque scudetti di fila, cui è stato preferito lo champagne di Maurizio Sarri, uno sì bravo, per carità, ma dal curriculum neanche paragonabile a quello del “Conte Max”. E sulla falsariga dei bianconeri si sono mosse anche la Roma, l’Inter ed il Milan che hanno scritturato tecnici capaci di caratterizzare le proprie squadre con uno stile sempre basato su un gioco offensivo e, nel loro piccolo, lo stesso hanno fatto le due genovesi con Eusebio Di Francesco ed Aurelio Andreazzoli. Della serie, piccoli Zeman crescono…
In un contesto del genere l’exploit delle prime due giornate diventa logica conseguenza: 65 reti in 20 partite, alla media supersonica di 3,25 ogni 90’, con un incremento rispetto allo scorso campionato di ben 13 gol, davvero tanti. Per capire la portata del fenomeno, in questo avvio la A è il secondo torneo più prolifico tra i cinque più importanti d’Europa, alle spalle della sola Bundesliga, tradizionalmente quello nel quale si segna di più. I tifosi tedeschi si sono già goduti 93 bersagli in tre giornate, alla strepitosa media di 3,44 ad incontro. Ovvio che le arene di quel paese siano sempre gremite. Un po’ quello che sta accadendo anche in Italia, con la media spettatori in aumento di oltre 2000 unità rispetto alla passata stagione, e siamo ancora in agosto…
Alla vendemmiata contribuiscono anche i tanti attaccanti di valore planetario calati nel Bel Paese: dall’interista Lukaku, subito a bersaglio, al cavallo di ritorno Higuain, straordinaria la perla infilata al suo ex Napoli, al partenopeo Lozano, ed ai box ci sono ancora il “califfo” Alexis Sanchez, uno da 143 reti in carriera, ed il dribblatore esimio Franck Ribery. Aggiungendo qualche svarione difensivo di troppo anche da giocatori di talento assoluto come De Ligt e Koulibaly ecco che le imprecazioni dei portieri, gli unici a non amare questa offensiva tendenza, sono ampiamente giustificati.
Certo, difficilmente la media gol rimarrà così elevata; i reparti arretrati con il tempo si assesteranno, i difensori inizieranno a conoscere meglio i nuovi arrivati, prendendo le necessarie contromisure per neutralizzarli, quando i punti inizieranno a farsi pesante tornerà la prudenza, ma la strada verso un calcio più offensivo è ormai segnata. —
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