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Gioann Brera, ha 100 anni la Treccani del calcio

Gioann Brera, ha 100 anni la Treccani del calcio

Da Rombo di Tuono a Puliciclone, da Bonimba all’Abatino: un letterato che ha cambiato il modo di raccontare il football

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Cent'anni di Gianni Brera. Sembra un romanzo, è un'epoca ricca di immagini e parole inventate da un poeta prestato al racconto sportivo. Non esiste più, quel mondo di "Gioann", poca tv e qualche bicchiere di vino rosso col paron Rocco, una macchina da scrivere e una pipa per colorare le gesta di campioni per i quali non c'era diretta tv a distruggere l'immaginario. Resta però uno sconfinato glossario di epiteti, sgorgati dalla vena epica del più grande giornalista di sport italiano. I suoi neologismi, oggetto di tesi di laurea, sono divenuti termini consueti anche nella narrazione del calcio d'oggi, così lontano dal suo, anche se pochi ne conoscono l'origine, oltrechè l'inventore. Termini entrati di diritto nella Treccani della lingua italiana, sportiva e non. Per un personalissimo glossario.

LIBERO. Da una tavolata con Nereo Rocco, nacque la più universale delle sue creazioni, il termine per indicare quel battitore libero di giocare in difesa, senza marcature. L'aveva scritta su una tovaglietta, divenne una categoria calcistica mondiale.

ABATINO. Gianni Rivera diventa tale perchè fisicamente troppo fragile, leggero. Il milanista racconterà che in realtà l'epiteto era nato anche per Mazzola e Bulgarelli, ma lui ebbe il coraggio di rispondere e gli rimase addosso...

ROMBO DI TUONO. E’ la potenza devastante di Gigi Riva, il cui sinistro è una saetta di cui si avverte il rumore ancor prima che venga scoccata .

PEPPIN. E’ l'amato Meazza, per il quale un breve nomignolo milanese pare perfetto per colorare l'umiltà del campione di un'altra epoca.

BARONE. La classe di Causio poteva avere un solo nome.

PULICICLONE. E’ una forza della natura quando tira di sinistro Paolino Pulici, e subito diventa un ciclone tutt'uno col nome del centravanti granata.

BONIMBA. La propensione al gol di Boninsegna è gioiosa e rotonda, e nasce un soprannome di gran sonorità.

PIPER: La corsa costante, inarrestabile di Lele Oriali lo porta in ogni zona di campo, quasi rimbalzasse come pallina di un flipper

PISCININ. Per chi lo aveva visto crescere sin da bambino nelle nebbie delle giovanili Milan, Franco Baresi non poteva essere che il piccolino.

EUPALLA. Laureato in scienze politiche, Brera sfrutta la cultura classica e crea una dea protettrice del bel gioco.

CONTROPIEDE. L'ideologia del calcio di Viani e Rocco ha delle parole chiave: l'azione che riparte dalla difesa è un parola mutuata dal movimento opposto del coro nella tragedia greca.

CATENACCIO. La difesa a oltranza, risposta degli allenatori “poveri” al sistema dilagante, prevede difese incatenate dietro come base del contropiede. Lo adotta Rocco. Lo definisce Brera.

TRAVERSONE. Come definire un lungo lancio in diagonale, se non con un accrescitivo della traversa?

STAFFILATA. La staffa, in lombardo, è la frusta che si usa per spronare il cavallo: il tiro teso rischia di colpire esattamente come quel colpo.

GOLEADOR. Un attaccante che segna molto, atterrando un avversario come il matador fa col toro nell'arena.

CAVALIERE. Silvio Berlusconi prende il Milan e ne fa una delle squadre più forti di tutti i tempi. Brera inventa un soprannome che andrà oltre il calcio.

MELINA. Se in mezzo al campo la palla passa e ripassa tra compagni, per perdere tempo, come lo si racconta? Era solo un gioco in voga a Bologna, passato poi a indicare uno schema del basket negli anni '30, con Brera è diventato anch'essa categoria dello spirito umano. Per cento anni, e anche oltre. —
 

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