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«Chiesa sarà la nostra bandiera e Vincenzo Montella non si tocca»

Brunella Ciullini
«Chiesa sarà la nostra bandiera e Vincenzo Montella non si tocca»

Al termine del mercato il presidente Rocco Commisso ha fatto il punto: «Ottimo lavoro di Barone e Pradè. Costruiremo la squadra attorno a Federico»

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Quasi 50 operazioni fra cui l'acquisto di Franck Ribery, un passivo di 5 milioni di euro e un aumento del 21% del monte ingaggi (circa 60 milioni), il tutto per allestire una Fiorentina che nonostante il deludente inizio - due gare e altrettanti ko - farà di tutto per non ripetere la scorsa stagione conclusa al 16° posto.

Questo l'auspicio di Rocco Commisso intervenuto ieri allo stadio a conclusione del mercato.

«Pradè e Barone hanno fatto un lavoro fenomenale».

Dei 75 giocatori iniziali adesso ne sono rimasti una trentina compresi gli esuberi che verranno reintegrati.

Soprattutto però è rimasto Federico Chiesa, a lungo corteggiato dalla Juventus, e divenuto il fiore all'occhiello di questi primi mesi del magnate italo-americano al timone della Fiorentina.

Una Fiorentina che al centro, ora e in futuro, conta di avere sempre il talentuoso figlio d'arte.

«Al mio arrivo promisi che Federico non sarebbe stato il mio Roberto Baggio e così è stato. Il mio intento è costruire una squadra attorno a Chiesa non solo per un anno, per lui ho progetti a lungo termine, mi piacerebbe una squadra che avesse giocatori-bandiera».

Il patron viola ribadisce poi fiducia e sostegno a Montella zittendo le voci circolate in questi ultimi giorni su presunti contatti con Gattuso.

«Sono tutte fake news, Montella resta e sono contento di lui, siamo appena all'inizio del nostro percorso, serve tempo. La Juve ha 450 milioni di introiti, l'Inter 250, noi purtroppo per il fair play finanziario non possiamo spendere certe cifre pur avendo disponibilità, ma l'obiettivo è far sì che il futuro della Fiorentina sia migliore del recente passato» rimarca tenendosi stretti i 25.700 abbonati (4° club in Italia).

Altra questione che gli sta a cuore riguarda lo stadio: «Ci sono più opzioni, intervenire sul Franchi con una ristrutturazione o costruirne uno nuovo, stiamo valutando, di sicuro voglio fare qualcosa che renda orgogliosi i fiorentini».

Interviene il braccio destro Joe Barone: «La trattativa più complessa è stata per Franck Ribery, aveva tante offerte, ma averla portata in fondo è la dimostrazione che vogliamo portare la squadra all'altezza della città».

Il direttore sportivo Daniele Pradè chiede «comprensione e pazienza, questo per noi è un anno di transizione, abbiamo scelto di puntare sui giovani, abbiamo otto giocatori del nostro vivaio come nessuno in Europa».

E chiarisce che problemi di soldi non ce ne sono mai stati.

«Il budget? Avevo carta bianca ma non volevo spendere tanto per fare il mercato. Ho cercato di prendere De Paul, Suso, Berardi, Politano ma i loro club hanno deciso di non cederli come abbiamo fatto noi con Federico Chiesa, quindi non ho rimpianti. Critiche per essermi accordato con Tonali e De Paul? Tutto falso, sono giocatori che ci piacciono ma il nostro presidente vuole giustamente che si passi prima dalle società e solo dopo si contattino i singoli giocatori». —

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