Italia
L’Inter soffre e vince a Cagliari Lautaro-Lukaku per il primato
I padroni di casa tengono a lungo e raggiungono il pareggio con Joao Mario, poi la magìa di Sensi vale il rigore decisivo
CAGLIARI. Il massimo risultato con il minimo sforzo. Dopo le quattro reti al Lecce l’Inter a Cagliari è meno spumeggiante, ma è concreta e a tratti gioca anche un buon calcio. La difesa, tolta la disattenzione sulla rete dei padroni di casa, dà sicurezza e in mezzo al campo le geometrie funzionano. Davanti Lukaku occupa soprattutto tanto spazio, anche se la forma pare ancora abbastanza lontana. Due reti in due gare, comunque, non sono poi da buttare.
Al Sardegna Arena fra i padroni di casa c’è il grande ex Radja Nainggolan. Maran conferma il 3-5-2 con Joao Pedro e Cerri in avanti. Dall’altra parte Antonio Conte sceglie la stessa disposizione in campo per l’Inter, vestita in un improponibile celestino pallido, con Elle-Elle Lautaro-Lukaku di punta. Nel prepartita Marotta ha parlato del caso-Icardi:«Non è questione di risolvere. È una gestione ordinaria nelle dinamiche del calcio. Con la massima serenità e trasparenza che abbiamo sempre mostrato. Quando si chiuderà il mercato saremo più espliciti». Ci sarebbe ancora l’ipotesi di prestito al Psg, ma solo dopo il rinnovo del contratto.
Il Ninja ha voglia di ben figurare contro la squadra che lo ha messo “fuori progetto” e si vede: spara subito da fuori e lotta su ogni pallone.
La gara non decolla per oltre venti minuti in cui le squadre si studiano, poi si accende all’improvviso, quando la testolina di Lautaro Martinez svetta più alta di tutte e mette la palla alle spalle di Olsen (27’). Serve un lungo consulto al Var, per verificare un fuorigioco: Maresca prima annulla, poi convalida. La reazione del Cagliari è in un gran tiro di Cerri da buona posizione che però passa lontano dal palo, su assist di Joao Pedro (41’). E il suo errore su questa ghiotta occasione lo manda sotto la doccia: al rientro in campo Maran mette dentro al suo posto il neo arrivato “Cholito” Giovanni Simeone, reduce peraltro da una stagione non proprio esaltante con la Fiorentina. Un 99 per un 9 per scuotere un Cagliari non brillante.
E in effetti i “birrai” sardi partono con un altro piglio, anche perché l’Inter si chiude ad aspettare dietro, una sorta di muro celestino. E al 50’ i rossoblù di Maran pareggiano con Joao Pedro. Grandissima azione di Nandez, uno di cui sentiremo molto parlare in questa stagione, che va via sulla destra e lascia partire un cross per l'attaccante che colpisce di testa e batte Handanovic. Qualche minuto più tardi Inter vicina al raddoppio con una punizione di Sensi dal limite che colpisce la traversa (59’).
Conte cambia a 20’ dal termine, inserendo l’ex Barella, salutato dagli applausi del pubblico sardo, per Vecino. E l’Inter poco dopo passa ancora: magia di Sensi in area, Pisacane lo aggancia e Maresca non ha dubbi a fischiare rigore. Batte, bene, Lukaku, spiazzando Olsen (72’). Ora cambia anche Maran, dentro Castro, proprio per Pisacane (75’). Al 79’ l’esordio in campionato per l’uruguaiano Godin, ex Atletico. Il Cagliari, però, non riesce nel finale a impensierire ancora Handanovic, anche se Maran prova anche la carta Cigarini. C’è tempo per vedere Lukaku sbagliare una rete da due passi, poi la gara si chiude. E l’Inter incassa tre punti d’oro, confermandosi a punteggio pieno. —
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