Gioco
Dietro Camila, poco L’Italia delle donne torna nel sottoscala dopo anni di trionfi
La crisi profonda del movimento femminile Segnali solo da Paolini e Gatto Monticone
LA CRISI
Dalla finale Pennetta-Vinci di quattro anni fa a un tabellone senza azzurre dopo appena la prima giornata. La crisi del tennis italiano al femminile è confermata dall’inizio degli Us Open 2019. L’unica azzurra presente nel main draw, Camila Giorgi, è stata eliminata al primo turno dalla greca Maria Sakkari, che le ha rifilato un secco 6-1 6-0 in appena 56 minuti. Nonostante le buone prestazioni degli ultimi tempi, culminate con le finali raggiunte a Washington e al Bronx Open dopo aver saltato interamente la stagione sul rosso a causa di un infortunio al polso destro, l’azzurra ha mancato nuovamente il salto di qualità nei grandi appuntamenti: nei tornei dello Slam vanta al massimo un quarto di finale, colto l’anno scorso a Wimbledon.
Dietro Camila c’è un preoccupante vuoto. La tennista di Macerata è l’unica italiana presente tra le prime 100 nel circuito femminile e, in prospettiva, non si intravedono giovani azzurre in rampa di lancio.
La generazione d’oro formata da Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, Roberta Vinci e Sara Errani sembra lontana anni luce. Quattro campionesse capaci ciascuna di raggiungere almeno una finale Slam (con due titoli: il Roland Garros della Schiavone nel 2010 e gli Us Open della Pennetta nel 2015) e di soggiornare stabilmente ai vertici. Un ciclo che ha vinto di tutto, dai grandi successi in doppio con la coppia Errani-Vinci ai quattro trionfi in Fed Cup, fino alla ciliegina sulla torta della finale tutta made in Italy a New York nel 2015. Le uniche azzurre che sono riuscite a mettersi in evidenza nel 2019 sono Jasmine Paolini e Giulia Gatto-Monticone. La prima, toscana classe 1996, ha centrato il suo best ranking (117) grazie al quarto di finale nel torneo di Palermo e alla semifinale nel torneo di Karlsruhe, la sua prima in un torneo WTA. La seconda, torinese classe 1987, ha conquistato a 31 anni le prime partecipazioni negli Slam, prima al Roland Garros, poi a Wimbledon, in cui ha avuto l’onore di sfidare Serena Williams (non sfigurando affatto) sul campo centrale dei Championships. Oltre a Giorgi (51), Paolini (118) e Gatto-Monticone (157), solo Martina Di Giuseppe (180) è presente tra le prime 200 della classifica mondiale. Una crisi che, come naturale effetto collaterale, ha investito anche la Nazionale, retrocessa quest’anno nei raggruppamenti zonali (la cosiddetta «serie C») per la prima volta dal 1997. —
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