Gioco
Un Quintana mai visto, l’aquila delle montagne trionfa anche in pianura
Il colombiano stacca nel finale Roche, nuova maglia rossa Bene Fabio Aru (5°), in ripresa dopo la caduta nella crono
MADRID. Nairo Quintana questa volta non ha dovuto spianare il percorso e, sebbene abbia vinto per distacco la seconda tappa della Vuelta di Spagna di ciclismo come fa sulle grandi montagne, da Benidorm a Calpe (199, 6 chilometri) non ha dovuto arrampicarsi.
«Aggiudicarmi una tappa con arrivo in pianura, per me, è davvero qualcosa di insolito e particolare – le parole del colombiano della Movistar –. Anzi, credo di non avere mai vinto in questo modo. Però, come si dice, c’è sempre una prima volta». Quintana ha preceduto di 5 secondi l’irlandese Nicholas Roche, che è la nuova maglia rossa. Terzo nell’ordine d’arrivo lo sloveno Primoz Roglic, pure lui staccato di 5 secondi. Quarto l’altro colombiano Rigoberto Uran e quinto Fabio Aru che, assieme allo spagnolo, Mikel Nieve Iturralde, hanno dato vita alla fuga finale, costata il primato a Miguel Angel Lopez. Nella classifica generale Quintana è secondo a 2” da Roche e Uran terzo a 8”; seguono Nieve a 22” e Lopez a 33”. Roglic, come Aru ieri finito a terra nella cronosquadre a Torrevieja, è sesto a 36”. Primo degli italiani è il campione nazionale Davide Formolo, nono a 46”. Il sardo, invece, è 14° con un ritardo di 1’08”. Nicholas Roche, alla non più tenera età di 35 anni, si è preso il primato di una grande corsa a tappe, cercando di «correre in maniera attenta». «Alla fine – ammette l’irlandese felice – sono riuscito a trovare spazio in questo gruppetto e ho cercato di vincere lo sprint dei secondi, dopo che Quintana aveva attaccato. Sapevo di essere uno dei corridori più veloci e infatti il secondo posto – assieme agli abbuoni – mi hanno regalato la maglia rossa. Dove arriverò? Per adesso me la godo, poi vedo».
Bene, benissimo Fabio Aru che nella cronosquadre era caduto, riportando numerosi abrasioni e perdendo oltre un minuto in classifica generale. Nella frazione di ieri il sardo ha tenuto senza troppi problemi il ritmo dei migliori ed ha chiuso tra i primissimi, confermando di essere in grande ripresa dopo l’intervento chirurgico della scorsa primavera e un Tour de France tutto sommato accettabile. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
