Gioco
Torino, troppe distrazioni Ora ci vorrà un miracolo
TORINO. Ci vorrà un miracolo, sotto forma di due gol in Inghilterra (a zero). Ma il Toro conserva comunque una fiammella di speranza. Nella serata chiave di questo inizio di stagione, i granata si fanno battere dsl Wolverhampton, squadra talentuosa e anche più pronta per questo tipo di impegni. Diverso, molto diverso lo spessore degli inglesi rispetto a ungheresi e bielorussi asfaltati finora dal Toro. No, quella di Espirito Santo è una squadra vera, solida, esperta e cattivella. Il Toro se ne accorge subito, perchè nonostante la ragnatela di passaggi i granata non riescono mai ad avvicinarsi pericolosamente alle zone calde. Soltanto una palla gol nel primo tempo, il colpo di testa di N’Kolou su cross di Izzo che scheggia la traversa, mentre i Wolves sollecitano Sirigu con Jota, sfiorano il gol di testa con Dendoncker e poi trovano il jolly al 42’ con punizione tagliatissima di Moutinho e colpo di testa vincente di Saiss, lasciato colpevolmente saltare, con traiettoria corretta dal tocco del granata Bremer.
Il Toro si vede crollare il mondo addosso al 59’, quando Jota mette in rete il 2-0 dopo un grande affondo di Traore sulla destra. Ma non sarebbe Toro se non avesse in grande cuore, e dopo due minuti De Silvestri, uno dei migliori, riapre tutto. Illusione che purtroppo dura poco, perchè al 71’ la difesa del Torino si fa saltare in blocco da Raul Jimenez, che arrivato a tu per tu con Sirigu lo batte con un sinistro chirurgico. Nel finale il rigore di Belotti che lascia socchiusa la porta. —
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