Gioco
Ribery, che inizio «Fiorentina, sarò io il biglietto vincente della tua lotteria»
«Tutto è nato da una chiacchierata con l’amico Luca Toni» Allo stadio in quindicimila per accogliere l’asso francese
Serata di festa per Franck Ribery, in 15.000 si sono radunati ieri sera allo stadio, in tribuna, per salutare l'ex stella del Bayern che poco prima si era preso la scena durante l'affollatissima presentazione. «Beckenbauer disse che ero stato un biglietto vincente per il club, lo capì dopo appena tre mesi e ha avuto ragione. Adesso spero di rivelarmi il 'biglietto vincente della Lotteria' anche per la Fiorentina, oltretutto senza essere costato nulla...», ha sorriso mentre Joe Barone e Daniele Pradè se lo coccolano seduti accanto.
«Grazie al presidente Commisso che ci ha permesso di fare un'operazione impensabile all'inizio per questa società - ha detto il ds viola - Tutto è nato da una chiacchierata il 20 giugno con Toni, gli chiesi chi potevo prendere per accendere la piazza e lui mi fece il nome di Ribery.
Franck si porta dietro il suo carisma, il suo essere vincente, sarà un valore aggiunto per la Fiorentina ma anche per tutto il calcio italiano, impossibile non innamorarsi di lui». E il popolo viola innamorato lo è di già. Lo si è visto ieri sera quando in quindicimila sono accorsi per salutarlo. E lui non si è tirato indietro, saltando anche al coro 'Chi non salta bianconero è' .
Durante l'ora di show ha palleggiato e lanciato 7 palloni autografati fra la folla adorante, 7 come la maglia che ha sempre indossato e lo farà anche stavolta grazie all'ex compagno al Bayern Vidal intervenuto presso il connazionale Pulgar convincendolo a cederla al francese. Il quale ha ringraziato entrambi, deciso a omaggiare quella maglia anche con la Fiorentina. Una sfida che lo intriga. «Ho firmato per due anni perché sono molto motivato, perché ho sempre fame, perché il calcio è la mia vita e mi piacerebbe fare come Totti, giocare fino a 40 anni. Ho firmato per due anni perché voglio continuare ad essere decisivo in campo, divertirmi, aiutare i giovani a crescere e la Fiorentina ad arrivare nella top 5, anzi nella Top 3 della classifica anche se in A ci sono tante squadre molto forti». Per vederlo in campo però occorrerà ancora un po' di tempo, come ha detto lui stesso con molta sincerità: «Se sono pronto per giocare contro il Napoli? No, non lo sono.
Ho lavorato finora molto da solo e poche ore con la squadra. Però finalmente adesso sono libero di testa, magari fra qualche giorno o una settimana sarò a posto. Però se il tecnico avrà bisogno di me anche per cinque minuti io ci sono...». Ribery è pronto per l'ennesima sfida, in Italia è secondo solo a Ronaldo quanto a trofei vinti (24): «Se mi stimola l'idea di sfidarlo? La A è un gran campionato a prescindere, con tante squadre che lottano per la Champions, la Juve, l'Inter. Ma prima di tutto sono qui per aiutare la Fiorentina, non per fare concorrenza a Cristiano...». Qui anche per trasmettere qualche segreto al maggior talento viola, Federico Chiesa.
«Parlerò con lui prima di ogni allenamento e ogni gara, è un grande giocatore ed è il futuro della squadra», ha detto Ribery cui adesso serve solo «una grande casa perché ho cinque bambini». Oggi arriverà Rocco Commisso, nell'attesa il suo braccio destro Barone ha annunciato: «Non promettiamo nulla ma stiamo lavorando per l'Europa». In serbo altri colpi: Dalbert dall'Inter per la difesa (scambio con Biraghi), poi uno fra Berardi, Suso, Politano e De Paul. —
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