La protesta
Empoli è un ricordo, Martusciello a Parma guida Ronaldo all’assalto dei ducali
Assente Sarri, tocca al vice la panchina bianconera. In azzurro anni d’oro da calciatore. E una retrocessione
La prima e unica volta che è passato dal ruolo di vice a quello di primo allenatore è retrocesso.
A Empoli, stagione 2016-2017, in Serie A ha messo insieme appena 32 punti. Troppo pochi per evitare la retrocessione dei toscani.
Ma Giovanni Martusciello, 48 anni da Lacco Ameno, il più piccolo dei comuni dell’isola di Ischia, non è uno da temere troppo la cabala. E, complice la polmonite che ha colpito Maurizio Sarri, in panchina con la Juventus nell’esordio di sabato a Parma ci sarà lui.
Protagonista per un giorno, lui abituato a ruoli di secondo piano. Il campano è diventato toscano di adozione. Proprio dall’Isolaverde, squadra salita fino alla C1, lo pesca l’Empoli nel 1995. Al presidente Fabrizio Corsi, in vacanza sull’isola, qualcuno parla bene di questo centrocampista di interdizione ma dai piedi buoni.
Corsi gli dà fiducia, e Martusciello, a 24 anni, esplode nell’Empoli, trascinato dalla Serie C alla Serie A in appena due stagioni. Con in mezzo anche una Coppa Italia di Serie C.
«Sono molto contento del suo esordio con la Juventus, ho grande stima di Giovanni – ha dichiarato Corsi -. Mi farebbe piacere se fosse qui, però vedo che ha fatto carriera. L’ho chiamato e ci ho scherzato su. Gli ho detto che non pensavo potesse più allenare in Serie A. Invece gli ritocca».
Il Martusciello giocatore, a 24 anni, metà di quelli che ha oggi, entra subito nei cuori dei tifosi toscani. «Martusciello, bellu guaglione» canta la curva azzurra.
Lui ripaga con quattro stagioni, tra il 1995 e il 1999, di altissimo livello. Dopo la retrocessione in B va al Genoa, poi Palermo, Cittadella e Catania.
Il richiamo della Toscana, però, è troppo forte. E Corsi lo richiama a Empoli, lui decide nel 2006 di ripartire dal gradino più basso del settore giovanile.
In tre anni Martusciello scala le gerarchie e sale in prima squadra: nel 2009 come assistente di Salvatore Campilongo, poi come vice di Alfredo Aglietti e infine come collaboratore di Maurizio Sarri.
Accanto all’attuale allenatore della Juventus Martusciello gioca un ruolo chiave: in 132 partite l’Empoli conquista un playoff di Serie B, una promozione in Serie A e una salvezza con l’Empoli rivelazione del torneo con i suoi 42 punti.
Poi la promozione a primo allenatore, preceduta dal primo rifiuto a Sarri che lo voleva con lui a Napoli. Sembra una stagione all’apparenza tranquilla: i punti di vantaggio sul Crotone arrivano anche a 11, ma la squadra di Davide Nicola rimonta e la sconfitta di Palermo condanna i toscani a una clamorosa retrocessione in Serie B. Corsi non lo conferma, anche se la stima per Martusciello non viene mai meno.
Il mister campano col cuore toscano, però, ha subito una richiesta importante e va a fare il secondo di un’altra ex bandiera empolese, Spalletti, all’Inter.
Nel 2018 Sarri lo chiama di nuovo per portarlo a Londra, sponda Chelsea. Ma Martusciello è un uomo di parola e quella data a Spalletti è sacra.
Al terzo tentativo Sarri riesce ad avere al suo fianco di nuovo Martusciello, l’accoppiata dei miracoli di Empoli. La Juventus, anche se sempre come secondo, è la sua più grande opportunità. E se Maurizio non recupererà dalla polmonite, avrà la grande opportunità di guidare, anche se per un solo giorno, gente come Ronaldo e Dybala.
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