Gioco
Berlino, correndo lungo la storia 160 km di fatica attorno al muro
BERLINO. Dove un tempo c‘erano torri di guardia e filo spinato, durante il weekend si è corso con il ricordo delle vittime della Guerra Fredda nel cuore. A Berlino , nel Friedrich Ludwig Jahn Sports Park , sabato mattina alle 6 ha preso il via l’ottava edizione della 100 Meilen Berlin (100 Miglia di Berlino) , la corsa podistica a tappa unica su un percorso di 160 km lungo le tracce dello storico Muro, che ha l’intento di contribuire a mantenere viva la memoria di una città drammaticamente divisa per 28 anni. Una corsa che quest’anno ha avuto un particolare valore simbolico visto che nel 2019 ricorre il trentennale della caduta del muro eretto attorno a Berlino Ovest per impedire la fuga dei tedesco-orientali nell'enclave occidentale. All’ultramaratona, che prevede come termine ultimo per classificarsi l’arrivo entro le 12 del giorno successivo alla partenza, hanno partecipato 500 runner individuali provenienti da 32 nazioni, e quasi il doppio in squadre a staffetta. Tra i partecipanti anche 25 italiani, e proprio un’italiana è stata la prima donna a tagliare il traguardo tra gli individuali, e la prima tra gli italiani in assoluto: la splendida 28enne Eleonora Rachele Corradini, manager nel settore marketing e presenza di successo nelle maratone più note, come quella di New York. Per lei il 20esimo posto. Secondo azzurro Nicola Placucci, classificatosi 58esimo. Il percorso della gara anche quest’anno è risultato molto impegnativo per gli atleti , visto che si snoda su fondi diversi, dall’asfalto del centro città al pavé, allo sterrato della campagna e dei boschi berlinesi. Numerosi i passaggi vicino a quello che resta di una struttura divisiva rivelatasi luogo d’orrore per le morti di coloro che tentarono di attraversarla. Particolarmente emozionante quello lungo la cosiddetta “East Side Gallery”, la galleria d’arte open air più lunga del mondo : 1,3 km di Muro antistante la Sprea che invitano alla riflessione con gli oltre 100 murali dipinti nel 1990 da artisti provenienti da ogni parte del globo per celebrare la caduta del Muro, la libertà e lo spirito di riconciliazione. I runner impegnati nella gara passano accanto a opere diventate iconiche come The Mortal Kiss di Dimitrji Vrubel, che rappresenta Erich Honecker e Leonid Breznev che si baciano sulla bocca, e Test the Best, di Birgit Kinder, che mostra una Trabant (l’auto-simbolo dell’ex Germania Est ) che sfonda il Muro. Ma i partecipanti alla gara si sono trovati a passare davanti anche alla Porta di Brandeburgo e al Checkpoint Charlie, oltre che ad attraversare i grigi sobborghi della capitale tedesca, la sua campagna , i boschi e le zone agricole alle porte della città. «Quando si va in giro a Berlino difficilmente ci si rende conto di quanto è rimasto del Muro, ma quando si corre lungo la sua traccia si coglie il senso della divisione che ha causato, è una sfida per il fisico ma anche per la mente », spiega l’organizzatore della gara, Olaf Ilk, nato nell’ex Germania Est. Anche quest’anno la gara è stata dedicata a una vittima del Muro: sulle medaglie c’era il volto di Dieter Wohlfahrt , ucciso dal fuoco dei militari della RDT il 9 dicembre 1961. —
Jeanne Perego
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