Il Tirreno

Sport

«Quando pizzicavo Felice sul polpaccio, e Merckx approvava...»

Flavio Lombardi
«Quando pizzicavo Felice sul polpaccio, e Merckx approvava...»

IL RICORDO DI ROBERTO BALLINI, OGGI APICULTORE ALL’ELBA: VINSE LA TAPPA DEL GIRO 1969 DOVE IL BELGA FU TROVATO POSITIVO AL DOPING  

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. È nato a Camaiore il 14 maggio del ’44. «La mia famiglia era sfollata a Torre del Lago, venni a Livorno che avevo 6 anni. Babbo ha lavorato una vita sui rimorchiatori del porto». Nei tempi d’oro, amico di Serafino, il mitico super tifoso che seguiva qualsiasi cosa fosse Italia, dalla Nazionale di calcio alla Coppa Davis, poi la vita da ex atleta e l’attività di apicoltore all’Isola d’Elba. Roberto Ballini, ha conosciuto bene Gimondi e la sua carriera è legata ad un episodio particolare in cui si sono fusi la sua gioia, la disperazione di Merckx e la protesta del corridore bergamasco. Prima però, rivela che è stato fra i primi a sapere della scomparsa del campione. «Mia moglie con quella di Felice, due ore prima della tragedia, si erano sentite su Facebook, sapevamo già tutto. E’ stata una mazzata, sono rapidamente scorsi anni della mia gioventù ed è uscita qualche lacrima. Non era solo nostalgia, ma un vero dispiacere per la perdita di un amico. Un’epoca fatta di odi, rivalità, ma grande rispetto. Che negli anni, ha significato amicizia vera».

I ricordi di Roberto Ballini volano subito a una stagione speciale , quella delle due vittorie da professionista (le uniche in carriera), nell’anno in cui Neil Armstrong calpestò il suolo lunare. Tito Stagno raccontò lo storico evento di quel 20 luglio, ma ancora prima, il 2 giugno, alla vigilia immediata della partenza della tappa numero 17 del Giro d’Italia, la Celle Ligure-Pavia, fu comunicata a Eddie Merckx la sua positività alla fencamfamina dopo il controllo antidoping eseguito il giorno precedente, dopo la Parma-Savona. Sergio Zavoli realizzò in quell'occasione, con il suo “ Processo alla tappa”, uno dei suoi servizi più celebri, andando ad intervistare il belga nella sua stanza d'albergo, la numero 11 dell'Excelsior di Albisola. La Parma-Savona, un episodio da cancellare per il corridore della Faema, è nei ricordi più belli di Ballini, primo al traguardo in maglia GBC.

Il giorno dopo, prima della partenza da Celle Ligure, Gimondi, avversario fiero ma leale in livrea Salvarani, che era secondo in classifica generale a 1’41” dal “Cannibale”, diventò nuovo leader ma rifiutò di indossare la maglia rosa sul palco.

Un gesto simbolico che ripetè trent’anni anni dopo Savoldelli quando, dopo i controlli al mattino di Madonna di Campiglio, fu mandato a casa Marco Pantani e si doveva affrontare la penultima tappa della Corsa Rosa, la Madonna di Campiglio-Aprica.
«Gioia immensa, ero ancora ebbro. Ma poche ore dopo, al risveglio, arrivò lo sconquasso. Felice era arrabbiatissimo ed anche a distanza di anni ha deplorato quella decisione. Lui voleva vincere con le sue gambe. Personalmente, posso dire che per la storia, quella mia vittoria di tappa è legata ad un episodio che aiuta molti appassionati a conoscere pure il mio nome. Quello di uno che dopo una Roubaix in cui fece molto bene, arrivarono dolori alle gambe che costrinsero ad abbandonare la carriera ancora giovane. Chissà dove sarei potuto arrivare...». Dopo aver ricordato l’ospitata al dopo tappa di Alessandra De Stefano, proprio a Savona, sull’arrivo tre anni fa del Giro, emerge un altro quadro del Gimondi atleta ritenuto tutto d’un pezzo.

«Era uno che stava agli scherzi. Durante le corse, talvolta c’è qualche animale domestico ai bordi della strada che attraversando può causare una caduta di gruppo. Quindi, ci avvisavamo. Ero dietro a Felice, lo affiancai e con la mano gli strinsi il polpaccio imitando contemporaneamente il righiare di un cane. Era l’epoca dei cinghietti ai pedali, non come ora che ci sono gli sganci rapidi e Gimondi preso di sorpresa, mi mandò a quel paese. Poi, cominciò a ridere, dicendoni “Ballinii, sempre tu, ma pedala”, mentre Merckx era a ruota e , divertito, mi invitata a farlo ancora. Bei tempi. Ciao Felice, puoi tornare ora ad abbracciare il Pirata che applaudisti sui Campi Elisi». —

Flavio Lombardi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web