Gioco
Il passaggio in avanti arrivò nel 1866, il rigore fu “accettato” nel 1891
L’area fu delimitata ufficialmente nel 1902, e nel 1925 nacque il fuorigioco. L’ultima importante novità arrivò nel 1997: niente mani per il portiere sul passaggio indietro
Il regolamento del calcio è fuori dal tempo, troppo statico: un’accusa che addetti ai lavori, tifosi ed opinionisti hanno spesso mosso al sistema. Ma è proprio così ? Niente affatto, da quando, anno 1848, venne redatto il primo regolamento, le modifiche sono state tantissime. Vediamo le più importanti di questa storia lunga quasi 170 anni. Nel 1866 la prima, fondamentale, viene permesso il passaggio in avanti; fino ad allora, mutuando il rugby, erano permessi solo quelli all’indietro.
Unico obbligo: che tra il ricevente e la porta ci siano almeno tre difensori. 7 anni dopo viene introdotto il calcio d’angolo, nel 1875 si fissano le misura della porta, le stesse di adesso: 7,32 m di larghezza, 2,44 in altezza. Nel 1886 ecco la figura dell’arbitro, prima le controversie venivano definite dai capitani.
A fine secolo (1891) nasce il calcio di rigore, vengono fissate in 90’ la durata della partita (1898) ed il numero dei calciatori (1899). Il nuovo millennio si apre con l’introduzione dell’area di rigore: in precedenza il penalty scattava da un fallo commesso da un punto distante fino a 11 metri dalla linea di porta. Era il 1902. Dieci anni dopo si limita proprio all’area di rigore lo spazio in cui il portiere può far uso delle mani. Nel 1925 ecco una regola basilare, che dura tuttora: un giocatore è in fuorigioco se tra sé e la porta non avrà almeno due avversari.
Nel 1927 si rende valido il goal segnato direttamente dalla bandierina, il cosiddetto gol olimpico, dieci anni dopo si definiscono le ultime modifiche del campo: ecco la mezzaluna fuori dall’area di rigore, tracciata a 9,5 metri dal dischetto. Un anno dopo fanno capolino le sostituzioni: si parte con quella del portiere e di un giocatore di movimento, purchè infortunato. Per arrivare ai cambi “tecnici” serviranno altri 12 anni. Nel 1970 altro cambio epocale; vengono introdotti i cartellini: giallo per l’ammonizione, rosso per l’espulsione diretta.
Da quel momento un letargo di 20 anni, fino al 1990 quando viene ritoccata la norma sul fuorigioco: basta essere in linea con il penultimo difensore per essere in posizione regolare. Nel ’97 altra norma importante: il portiere non può toccare con le mani il passaggio, di piede, di un compagno; può farlo solo con le mani.
Anche tre anni dopo la modifica riguarda l’estremo difensore: non può trattenere il pallone per più di 6 secondi. Poi un silenzio di 19 anni, fino alle sostanziose modifiche introdotte dall’IFAB in questa stagione. —
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