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Mister che troviutilità che cambiaCome in un anno si diventa esodati

Alessandro Guerrieri
Mister che troviutilità che cambiaCome in un anno si diventa esodati

Il valzer delle panchine cambia i concetti tattici e crea esigenze diverse Da Perisic e Politano in casa Inter a Mandzukic nella Juve di Sarri

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IL FENOMENO



Come cambiano le cose, nella vita ed ancor più nel calcio; un detto che mai come in questa estate diventa d’attualità. In questa sessione di mercato, infatti, giocatori che fino alla passata stagione erano osannati dalle folle, presi d’assalto da giornalisti della carta stampata e televisivi, ritenuti cardini imprescindibili per le realtà nelle quali si gettavano con mille proponimenti ed aspettative, sono diventati adesso di troppo. Trasformandosi da fondamentali pilastri in inutili orpelli.
Causa principale di un cambio così repentino nella vita professionale di tanti big, il fatto che quasi tutte le grandi squadre hanno operato una rivoluzione, per così dire, “filosofica”, scegliendo allenatori con idee e sistemi di gioco totalmente diversi dai loro predecessori.
Ed allora, puoi essere bravo quanto vuoi, ma se le tue caratteristiche non si addicono ai desiderata dei nuovi tecnici, sei fuori dal progetto, ed anche senza troppi ringraziamenti. Esemplare quanto sta accadendo in casa Juventus: Allegri aveva nel cuore la duttilità e la propensione al sacrificio di Mario Mandzukic, centravanti tuttofare che sapeva sacrificarsi poi in tutti i ruoli in partite nelle quali gli veniva chiesto sacrificio; la stessa duttilità che regalavano i due corsari di centrocampo Matuidi e Khedira.
Il tecnico livornese non ne avrebbe mai fatto a meno, e invece nel calcio tutto bollicine di Sarri sono tre pesci fuori d’acqua, tanto è vero che Paratici sta cercando di piazzarli, con poca fortuna, in tutta Europa. Del resto il nuovo tecnico bianconero vuole centravanti veri, che giochino sempre con lo sguardo rivolto alla porta avversaria, e centrocampisti dai piedi educati, più portati a costruire l’azione che ad interrompere le trame avversarie, fase di gioco nella quale invece primeggiano Blaise e Sami.

Esterni – Un po’ quanto sta accadendo in casa Inter, dove stavolta gli “epurati” non sono i centrocampisti, ma gli esterni; Antonio Conte sta disegnando tatticamente i nerazzurri con una difesa a tre, e per farla funzionare servono esterni di gamba e resistenza, bravi a coniugare la fase offensiva con quella di copertura. Esigenze diverse da quelle di Luciano Spalletti che rendono “sopportati” due talenti del calibro di Ivan Perisic e Matteo Politano. Conte ha definitivamente bocciato il croato vice campione del mondo, riciclandolo nell’inusuale ruolo di attaccante, ed ha seri dubbi pure sull’adattabilità al nuovo ruolo dell’ex giocatore del Sassuolo, riscattato appena pochi mesi fa dal club emiliano per 20 milioni di euro. Sicura la partenza di “Ivan il terribile”, destinazione Premier, possibile quella di Matteo, al Torino. Fuori dal progetto, per le stesse motivazioni, anche l’oggetto misterioso Dalbert.
Un po’ quello che sta accadendo nella Roma a Florenzi: Fonseca non lo vede come difensore ed Alessandro sta provando a riciclarsi come trequartista. Mah….

Esigenze di bilancio – Ci sono poi big che finiscono sul mercato per la necessità di far cassa delle rispettive società. Nel Milan dello scorso anno, il migliore fu lo spagnolo Suso. Adesso, complice anche la sua difficile collocazione nel 4-3-1-2 di Marco Giampaolo, la coppia Boban – Maldini valuta le offerte della Roma per vestirlo di giallorosso.
In casa bianconera il d.s. Paratici prova a far cassa con Joao Cancelo ed Higuain: sfumato il passaggio, per 60 milioni, al City adesso si prova a piazzare il portoghese al PSG mentre per il “Pipita” in pole position c’è la Roma, anche se l’argentino sta facendo di tutto per rimanere alla corte del suo mentore Sarri.
Disciplina – Fuori dal progetto, però, si finisce anche per motivi disciplinari; Icardi sta pagando un prezzo altissimo alla sua ribellione dello scorso gennaio, allo scontro all’ultimo sangue con Spalletti.
Da idolo dei tifosi della Beneamata, a traditore della causa, troppo legato a ciò che decide la sua Wanda Nara, “Maurito” è fuori dall’Inter e per lui cantano le sirene juventine. Ma la realtà è che la sua quotazione si è quasi dimezzata: da 110 a 60 milioni di euro. Lo stesso discorso vale per Radja Nainggolan, esempio lampante di quanto le prospettive possano ribaltarsi in poche settimane.

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